Hockey

Kapanen sfida Peltonen: «Io e lui amici sin da bambini»

Domani il coach del Lugano debutta in campionato contro il Losanna di una sua vecchia conoscenza

Kapanen sfida Peltonen: «Io e lui amici sin da bambini»
Sami Kapanen, nuovo allenatore finlandese del Lugano (Foto Keystone).

Kapanen sfida Peltonen: «Io e lui amici sin da bambini»

Sami Kapanen, nuovo allenatore finlandese del Lugano (Foto Keystone).

Kapanen sfida Peltonen: «Io e lui amici sin da bambini»
Ville Peltonen, al secondo anno sulla panchina del Losanna (Foto Keystone).

Kapanen sfida Peltonen: «Io e lui amici sin da bambini»

Ville Peltonen, al secondo anno sulla panchina del Losanna (Foto Keystone).

Vantaa è una città finlandese di oltre 200 mila abitanti, situata appena 20 km a nord-est dalla capitale Helsinki. Qui, il 24 marzo del 1973, nacque Ville Peltonen. Sempre qui, meno di tre mesi dopo – il 14 giugno – nacque Sami Kapanen. Il primo, leggenda del Lugano, oggi allena il Losanna. Il secondo, invece, ha appena iniziato la sua avventura sulla panchina bianconera. Amici di infanzia, domani sera Ville e Sami si troveranno a pochi passi l’uno dall’altro. Il destino li ha voluti avversari nella prima giornata di campionato. «Peltonen mi è sempre stato antipatico», dice Kapanen con un grande sorriso. «Scherzo, ovviamente. Figuriamoci, Ville piace a tutti. Quando la gente parla di lui, non pensa subito al grandissimo giocatore che è stato, ma alla splendida persona che è. Un uomo educato, gentile. Mi è sempre piaciuto averlo intorno. In pista lo ricordo come compagno ideale, ma anche come avversario durissimo, competitivo. Portava sul ghiaccio tutte le sue qualità umane. Oggi il suo Losanna gioca un hockey a sua immagine e somiglianza: disciplinato, con un chiaro concetto di squadra e una sviluppata etica per il lavoro. Per noi non sarà facile, ma è una bella sfida. Ville, poi, ha scritto pagine di storia proprio qui a Lugano. Sarà divertente anche per lui, ne sono certo».

I due, come detto, si conoscono sin da bambini: «Mio padre Hannu e suo padre Esa sono stati compagni di squadra alla fine degli anni Settanta, nell’IFK di Helsinki. La prima volta che io e Ville ci siamo incontrati è stata alla pista, dopo un allenamento dei nostri genitori. Avevamo 3 o 4 anni. Siamo cresciuti giocando insieme nelle nazionali giovanili e poi in quella maggiore, vincendo un Mondiale nel 1995 e due bronzi olimpici nel 1994 e 1998. Ad Helsinki, nell’unico anno trascorso insieme a livello di club, eravamo pure nella stessa linea. Era il 1994-95, sono già passati 25 anni».

Chiuso l’album dei ricordi, Kapanen torna sulla partita di Coppa vinta mercoledì ad Arosa (7-0): «Sono contento per il risultato, ma restano degli aspetti da migliorare. Mentalmente non è stato facile affrontare un avversario di due categorie inferiori a due giorni dall’inizio del campionato. L’Arosa ha disputato una bella partita, lavorando fino all’ultimo secondo e pattinando di più. Anche noi vogliamo imparare a spingere per 60 minuti, indipendentemente dall’andamento del match. È stata una piccola lezione: non basta avere più talento dell’avversario, bisogna metterci più voglia». Per il tecnico finlandese, il lavoro è appena iniziato: «Dobbiamo essere pazienti. Sarà un processo di crescita che ci accompagnerà per tutta la stagione. Faremo dei passi avanti e forse qualcuno all’indietro. Siamo già a un buon livello, ma ci manca un po’ di consistenza. Ci sarebbe da preoccuparsi se fossimo già del tutto soddisfatti».

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