Lugano, c’è vita dopo la quarantena

Hockey

Raggiunti dal Davos a due secondi dalla terza sirena, i bianconeri si impongono meritatamente all’overtime - Reto Suri: «Dopo due settimane di pausa forzata abbiamo fatto il massimo, giocando con energia e tanto carattere»

 Lugano, c’è vita dopo la quarantena
©CdT/Gabriele Putzu

Lugano, c’è vita dopo la quarantena

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C’è vita alla Cornèr Arena. Più di tremila spettatori, tanta voglia di urlare, di gioire, di arrabbiarsi con una coppia arbitrale ben poco casalinga. Ci sarebbe anche la tentazione di mangiarsi le mani, mascherina permettendo, perché i punti dovevano essere 3 e invece sono solo 2, con quel pareggio grigionese a 2 secondi dalla terza sirena. C’è voglia di osannare i protagonisti, a partire da Mark Arcobello, leader, trascinatore, mago, ma soprattutto autore del gol all’overtime. Sì, c’è vita. Sul ghiaccio, grazie a un Lugano pieno d’energia nonostante due settimane senza partite, ma anche intorno, sugli spalti. Finché si potrà giocare davanti a un pubblico, l’hockey farà rima con festa.

Stessi pregi, stessi difetti

Il post-quarantena dei bianconeri non è tanto diverso dal primo scorcio di campionato....

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