Hockey

Lugano, sotto gli occhi attenti di Sami Kapanen

L’allenatore bianconero sta trascorrendo qualche giorno in Ticino per supervisionare il lavoro a secco
«Volevo passare un po’ di tempo con i miei giocatori, tornerò qui a metà giugno insieme a mia moglie»

 Lugano, sotto gli occhi attenti di Sami Kapanen
Sami Kapanen a colloquio con Sandro Zurkirchen. (Foto Reguzzi)

Lugano, sotto gli occhi attenti di Sami Kapanen

Sami Kapanen a colloquio con Sandro Zurkirchen. (Foto Reguzzi)

Una dozzina di giocatori, il preparatore atletico Lassi Laakso e – per qualche giorno – anche l’head coach Sami Kapanen. Il Lugano ha già ripreso da più di un mese a correre e sudare in vista della prossima stagione. La preparazione procede insomma spedita. Linus Klasen è l’unico straniero rimasto in Ticino, mentre al gruppo si sono aggregati anche Sandro Zurkirchen, Reto Suri, Dominic Lammer e Sandro Zangger. Tra una corsa e un gioco per rendere meno monotono il lavoro, il tempo passa in fretta sulla pista di Cornaredo prima e su uno dei campi adiacenti dopo. Mercoledì è sbarcato in Ticino pure Sami Kapanen: il nuovo tecnico rimarrà a Lugano qualche giorno per supervisionare la preparazione a secco. «Volevo prendermi un po’ di tempo – spiega – per stare con la squadra e discutere con i giocatori. Ho anche l’opportunità di mettere a punto con Laakso alcuni dettagli del lavoro. Inoltre ne ho approfittato per sistemare alcune questioni private come appartamento e automobile. A breve ripartirò per la Finlandia e tornerò a Lugano nel corso del mese di giugno, quando arriverà in Ticino anche il mio assistente Stefan Nyman».

Non risparmia elogi al tecnico svedese con cui collaborerà per il bene della squadra bianconera, Kapanen: «Non lo conoscevo personalmente, ma per reputazione. Ho partecipato alla trattativa per il suo ingaggio e le discussioni con lui sono state da subito molto positive. Stefan è un vero e proprio fanatico della nostra disciplina, pensa e vive l’hockey 24 ore su 24. La sua forza principale sta nella gestione della fase difensiva: è un vero e proprio maestro in materia. Lo conferma ciò che è riuscito a fare con il Djurgarden. Sappiamo tutti quanto sia importante avere un’organizzazione difensiva all’altezza, soprattutto nei playoff». Sfoggia un’intensa abbronzatura, Kapanen. Sorride quando qualcuno azzarda ai benefici del sole finlandese: «No, niente sole finlandese. Al termine della stagione con il Kalpa Kuopio c’è stata la trattativa con il Lugano e il primo approccio alla realtà bianconera. Avevo bisogno di staccare un po’ la spina e di ricaricare le batterie. Ed allora con mia moglie ci siamo concessi due settimane a Cipro. Ho staccato il telefono e mi sono goduto sole e piscina. Adesso non vedo l’ora di ricominciare. E sono soddisfatto, perché i test ai quali si sono sottoposti i giocatori in questi giorni sono molto promettenti». Poche parole, ma molto chiare: questo è Sami Kapanen. Intanto i due portieri, Zurkirchen e Stefan Müller, sono rimasti sulla pista di atletica a sfidarsi in estenuanti serie sui 400 metri. D’altra parte lo sanno tutti che gli estremi difensori sono un po’ matti. Ha sempre vinto «Zuri», per la cronaca.

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