Matt D’Agostini e un amore chiamato Ambrì Piotta

Hockey su ghiaccio

Il canadese, topscorer dei leventinesi, si racconta fra presente e futuro: «Non riesco ad immaginarmi con un’altra maglia»

Matt D’Agostini e un amore chiamato Ambrì Piotta
Matt D’Agostini festeggiato dai compagni. © Keystone/Alessandro Crinari

Matt D’Agostini e un amore chiamato Ambrì Piotta

Matt D’Agostini festeggiato dai compagni. © Keystone/Alessandro Crinari

È il casco giallo dell’Ambrì Piotta, Matt D’Agostini. Ha già segnato 18 reti e fornito 21 assist, in questo campionato, arrivando a due soli punti dal suo record in regular season. Eppure il 33.enne attaccante canadese non sembra particolarmente soddisfatto del suo rendimento. O meglio, preferisce metterlo in secondo piano: «Non sta me a dire – precisa – se ho disputato un buon campionato. Quel che è certo è che non posso essere felice o pensare troppo a me quando la squadra sta lottando per la salvezza. Parlare dei singoli individui perde di importanza in simili situazioni. Preferisco essere un leader e aiutare il gruppo a raggiungere il più in fretta possibile i suoi obiettivi».

Già, gli obiettivi. Un anno fa di questi tempi l’Ambrì Piotta conquistava un incredibile quinto posto in classifica e si apprestava a disputare i playoff. Oggi sa di essere matematicamente condannato ai playout: «Come mi sento? Di sicuro deluso, arrabbiato e anche un po’ frustrato per come è andato l’ultimo weekend. Non avremo forse giocato il nostro miglior hockey, ma meritavamo qualcosa in più. Il nostro portiere ci ha sempre tenuto in partita, ma non siamo stati abbastanza bravi in fase offensiva. E da straniero mi assumo le mie responsabilità. Ma è così, adesso non possiamo più modificare il corso delle cose. Ora si tratta di tirar fuori il carattere e di dimostrare la nostra forza mentale».

«Non pensare troppo»

Carattere e forza mentale. Ingredienti indispensabili per affrontare il pericoloso mondo dei playout: «Prima del girone dei playout abbiamo ancora due partite molto importanti. Abbiamo bisogno di punti e vogliamo essere pronti per gli impegni che ci dovranno garantire la salvezza. Ma non dobbiamo pensare troppo. Il nostro compito, e quello dello staff tecnico, sarà di non lasciarsi prendere dal nervosismo. Non servirebbe a nulla agitarsi. Dobbiamo continuare a giocare il nostro hockey e ad essere fiduciosi sapendo nel contempo che ci attendono incontri fondamentali».

Chissà se senza i tanti, troppi infortuni che hanno caratterizzato la stagione leventinese, l’esito del campionato sarebbe stato diverso. Con i se ed i ma non si va lontano e Matt D’Agostini è troppo esperto per cadere nel tranello: «La questione degli infortuni è materia per i giornalisti e per i tifosi. Quello che accade in pista dipende da noi, indipendentemente da chi scende sul ghiaccio. La verità è che abbiamo perso troppi punti anche quando le partite avrebbero potuto andare in modo diverso. Ma come ho già detto stare qui adesso a rimuginare sul passato avrebbe poco senso».

«Il derby è sempre speciale»

Domani alla Valascia arriverà il Davos, ma la mente corre già al derby di sabato: per il Lugano sarà decisivo. «Questi non sono problemi nostri. Certo, per i tifosi ticinesi il derby è qualcosa di particolare e anche quello alle porte sarà speciale. Noi dobbiamo solo dare il meglio di noi stessi».

Intanto D’Agostini, in scadenza di contratto, ha iniziato a pensare al suo futuro: «Alla mia età i fattori decisivi sono molti, ma per me è difficile immaginarmi con un’altra maglia. Abbiamo iniziato a discutere, vedremo ciò che accadrà».

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