Un cantiere aperto chiamato Lugano

Hockey

Sconfitta all’esordio contro il Losanna - Chiesa: «Dal secondo periodo abbiamo perso troppi duelli davanti alle porte»

Un cantiere aperto chiamato Lugano
La rabbia di Sami Kapanen. (Foto Putzu)

Un cantiere aperto chiamato Lugano

La rabbia di Sami Kapanen. (Foto Putzu)

Un cantiere aperto chiamato Lugano
Jooris infila Zurkirchen e realizza il 2-2 alla Cornèr Arena. (Foto Putzu)

Un cantiere aperto chiamato Lugano

Jooris infila Zurkirchen e realizza il 2-2 alla Cornèr Arena. (Foto Putzu)

A Losanna c’è un cantiere aperto, quello della nuova pista di Malley. Sarà presto finita e consegnata. La squadra di Ville Peltonen, intanto, è già più che collaudata. Anche a Lugano c’è un cantiere ancora aperto, ma in questo caso l’edilizia non può farci nulla. Saranno Sami Kapanen e i suoi ragazzi a doversi rimboccare le maniche per sistemare tutto ciò che ancora non va. Nessuna sorpresa, a dire la verità. Lo si sapeva e non per nulla in casa bianconera si chiede tempo. E tanta pazienza. Anche se poi il desiderio - ci mancherebbe altro - era quello di partire bene, con una bella vittoria casalinga. «È un gran peccato non esserci riusciti dopo un buon inizio e un vantaggio di due reti», ammette il capitano Alessandro Chiesa nello spogliatoio bianconero, per la prima volta aperto alla stampa. Già, il Lugano aveva iniziato con il piglio giusto. Ordinato, aggressivo, disciplinato. Poche concessioni nella propria zona e due reti nei momenti giusti, all’inizio e alla fine del primo tempo. Nel periodo centrale, però, la squadra di casa si è pian piano smarrita. Ha continuato ad attaccare con vivacità, coralmente, ma si è disunita in difesa, soprattutto davanti all’incolpevole Zurkirchen, favorendo il ribaltone vodese tra il 25’ e il 34’. Tre reti arrivate dallo slot, dove, come ammette Chiesa, è mancata la necessaria cattiveria. «Dopo venti minuti molto buoni, nel secondo tempo abbiamo perso troppi duelli davanti alla nostra porta. Non abbiamo protetto abbastanza il nostro portiere e in questo senso c’è ancora tanto da lavorare. Prendiamo questa partita come base di partenza per crescere e fare dei passi avanti. Nella prima frazione si è visto ciò che vogliamo fare: quando giochiamo come ci chiede l’allenatore, possiamo mettere in difficoltà anche una squadra forte come il Losanna. Dopo la prima sirena, offensivamente parlando, siamo tornati subito a pungere, ma ci è mancata un po’ di rabbia in più per trovare quel gol che avrebbe potuto chiudere la sfida. Con il passare dei minuti siamo calati nelle battaglie uno contro uno e questo ci è costato la partita. Fa male, ma dobbiamo andare avanti con umiltà. Sarà importante non ripetere gli stessi errori. Abbiamo un weekend senza partite e potremo lavorare».

Sami Kapanen ha fatto girare regolarmente le quattro linee, cambiando spesso le coppie difensive. Minutaggio ridottissimo per Riva, mentre sono piaciuti in particolare Jörg, Zangger e Bertaggia. Quest’ultimo è stato votato miglior bianconero in pista dai tifosi attraverso l’app ufficiale dell’HCL. Curiosità: all’inizio del secondo tempo Linus Klasen aveva ottenuto il 13% delle preferenze, ma era in tribuna. Poi il suo nome è sparito dal sondaggio.

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