Incir: «Niente riti scaramantici, ma forse un viaggio a Lourdes...»

Hockey

Dopo aver trascorso le ultime due stagioni facendo dentro e fuori dall’infermeria, il 26.enne ticinese vuole ora godersi ogni istante da qui a fine campionato

 Incir: «Niente riti scaramantici, ma forse un viaggio a Lourdes...»
L’ala ticinese è tornata in pista a fine gennaio, dopo quasi un anno di assenza. © Keystone/Laurent Gillieron

Incir: «Niente riti scaramantici, ma forse un viaggio a Lourdes...»

L’ala ticinese è tornata in pista a fine gennaio, dopo quasi un anno di assenza. © Keystone/Laurent Gillieron

Sul ghiaccio della Valascia l’allenamento dell’Ambrì Piotta è un turbinio di colori. Maglie rosse e grigie si alternano alle consuete casacche bianche e blu. Capire chi scenderà in pista domani pomeriggio contro il Losanna - dopo oltre due settimane di quarantena - è arduo. In mezzo al marasma però, è riconoscibile un volto famigliare, seppur visto poco frequentemente negli ultimi mesi. È quello dell’attaccante Patrick Incir, che all’uscita dal ghiaccio ci accoglie con un sorriso: «È un bel casino eh? – scherza il numero 71 leventinese -. Mi sa che soltanto domani capiremo chi sarà arruolabile e chi no. Io? Sono pronto, se sarò chiamato in causa farò la mia parte».

Un calvario lungo due anni

Una frase forse scontata per molti altri, ma non per il 26.enne ticinese. Negli ultimi due anni l’attaccante...

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