Jacobacci: «Non vogliamo fare i guastafeste, ma l’obiettivo è tornare con almeno un punto»

Calcio

Domenica (16.00) il Lugano sarà di scena al Wankdorf contro lo Young Boys, che potrebbe festeggiare il suo quarto titolo consecutivo con sette giornate d’anticipo - Bottani sarà probabilmente assente

Jacobacci: «Non vogliamo fare i guastafeste, ma l’obiettivo è tornare con almeno un punto»
Maric e compagni vogliono sfruttare la rabbia scaturita dall’eliminazione in Coppa per andare a punti nella capitale. © CdT/Gabriele Putzu

Jacobacci: «Non vogliamo fare i guastafeste, ma l’obiettivo è tornare con almeno un punto»

Maric e compagni vogliono sfruttare la rabbia scaturita dall’eliminazione in Coppa per andare a punti nella capitale. © CdT/Gabriele Putzu

«Guastafeste? No, non mi piace questo termine». Maurizio Jacobacci mette subito le cose in chiaro: domenica a Berna il suo Lugano non scenderà in campo con l’intento di tarpare le ali a uno Young Boys lanciatissimo verso il suo quarto titolo consecutivo. Se dovesse accadere, con i gialloneri costretti a rimettere in fresco champagne e birre almeno per un altro turno, sarebbe una questione implicita: «Al Wankdorf penseremo solo ed esclusivamente a noi stessi - prosegue il tecnico bianconero -. Vogliamo dire la nostra, sia sul piano del gioco, sia su quello del risultato. L’obiettivo è lasciare la capitale con almeno un punticino in tasca».

I V.I.P. e le spiegazioni tattiche

E a proposito del gioco, ieri durante la consueta conferenza stampa pre-partita, Jacobacci si è preso un momento per affrontare la questione una volta per tutte, rispedendo al mittente le critiche ricevute recentemente: «Non sono d’accordo con chi dice o scrive che giochiamo male. Anzi, contro il Lucerna abbiamo fatto una bella partita e guardate com’è finita... Penso che il problema sia che a volte le persone non si prendono il tempo per analizzare con lucidità gli incontri. Per quanto mi riguarda, si può giocare bene sia in costruzione, sia in fase di non possesso palla. Prendiamo ad esempio la sfida contro gli uomini di Celestini: più volte abbiamo pressato alto gli svizzero-centrali, spingendoli ad impostare l’azione sulla fascia di Lavanchy. Questo perché in caso di cross, in area al posto di Numa (che di testa non è fortissimo), potevamo contare su Maric, Ziegler e Daprelà. Come risultato, il Lucerna - specialmente nel primo tempo - ha faticato a fare più di quattro passaggi consecutivi. E questo è accaduto tutto in fase di non possesso palla, dove magari sembra che stiamo giocando male. Ma fa parte del match. Certo che non posso spiegare ogni singola situazione tattica, però noi le prepariamo nei minimi dettagli. Non per adeguarci all’avversario, ma per colpirlo dove è meno abile».

Sarebbe effettivamente un lavoro lungo e complesso vivisezionare ogni aspetto tattico. Cosa che però, lo stesso Jacobacci, svolgeva ai tempi di Kriens e Baden: «Vi racconto un aneddoto: quando allenavo in quei club, prima del match mi siedevo in una saletta con i V.I.P. e gli sponsor e spiegavo loro come avevo impostato la partita e cosa volevo che la squadra facesse in campo. Così sapevano come leggere ciò che avrebbero visto in campo. Qui a Lugano è ovviamente impensabile, è una realtà ben più grande. Anche se, ora che soltanto cento spettatori possono assistere agli incontri, potrei anche pensarci...» conclude «Jaco» con una triste battuta.

Tra assenze e turnover

Tornando al presente - al di là degli aspetti tattici - a Berna il Lugano dovrà trovare delle soluzioni anche a livello di effettivi. Jacobacci non potrà infatti contare su Lavanchy e Covilo (squalificati), oltre a Guerrero, Oss, Baumann e soprattutto Bottani, tutti infortunati. Quest’ultimo, il più in palla dei sottocenerini nelle ultime settimane, soffre ancora a causa di un risentimento muscolare: «Le assenze di tutti i giocatori citati sono un duro colpo. Ma per caratteristiche tecniche, quella di Mattia è forse quella più difficile da sopperire - analizza l’ex allenatore del Bellinzona -. Nessuno in rosa può infatti sostituirlo. Nemmeno Lovric».

In virtù della caratura dell’avversario e delle fatiche accumulate nelle ultime due sfide, vien da chiedersi se contro l’YB non possa fare breccia l’idea di esercitare un po’ di turnover. Specialmente tenendo conto di ciò che attenderà i bianconeri la settimana successiva, con le due sfide casalinghe contro San Gallo e Servette, decisive in ottica classifica: «È chiaro che qualche riflessione la faremo. Ma voglio essere chiaro: non andremo a Berna a giochicchiare. Metterò in campo la miglior formazione possibile, perché in palio ci saranno punti importanti. Voglio vedere una squadra pronta a reagire - sfruttando la rabbia accumulata dopo l’eliminazione in Coppa - e capace nel contempo di mettere in atto gli insegnamenti tratti dal k.o. contro il Lucerna, evitando di commettere gli stessi errori».

La nuova quota è 48 punti, ma...

Quella della capitale sarà la prima di otto partite che ancora rimangono ai bianconeri per continuare a coltivare il sogno di finire tra le prime tre della classe, qualificandosi per la neonata Conference League. È un obiettivo realistico per il club bianconero? «Avevo parlato di 40 punti (la famosa quota salvezza, ndr.) e di qualificazione alle semifinali di Coppa - conclude Jacobacci -. Il primo traguardo lo abbiamo raggiunto, l’altro invece purtroppo è sfumato. Il nuovo obiettivo è ora quello di fare meglio dei 47 punti ottenuti lo scorso anno. Poi si sa, l’appetito vien mangiando». Incalzato su una possibile «quota per l’Europa» da raggiungere, Jacobacci risponde con un sorriso sornione: «È difficile dirlo adesso...». Il tecnico bianconero un’idea ce l’ha, ma - per ora - la tiene per sé.

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