Joël Camathias e un 2020 dolceamaro

Il bilancio

Tante soddisfazioni per il pilota ticinese, costretto però a chiudere anzitempo la stagione in GT4 a causa di una scorrettezza dell’avversario

Joël Camathias e un 2020 dolceamaro
Joël Camathias nel 2021 compirà 40 anni. © JC

Joël Camathias e un 2020 dolceamaro

Joël Camathias nel 2021 compirà 40 anni. © JC

È stata un’annata particolare per lo sport e di riflesso per i motori, un’annata condizionata dalla crisi sanitaria. Joël Camathias, però, ha trovato un sorriso in fondo a questo tribolato 2020: la nascita della secondogenita Ella Sky. «È bello poter chiudere un anno così incerto e difficile per tutti con un evento che per natura è sinonimo di vita e futuro» racconta il pilota ticinese. Enzo Ferrari, scherzando, diceva: «Ad ogni figlio, un pilota perde un secondo». I fatti, però, hanno smentito il Commendatore. Joël questa stagione è tornato sul palcoscenico internazionale delle gare GT, disputando l’Europeo GT4 con una Porsche 718 Cayman preparata da Centri Porsche Ticino e condivisa con Ivan Jacoma, altro pilota di esperienza. «Devo dire – prosegue Camathias – che dopo tante stagioni in giro per il mondo, correndo per team di svariati Paesi, ritrovarmi in questa avventura tutta ticinese è stato emozionante».

I risultati, quattro podi e una pole assoluta nelle prime otto gare disputate, hanno confermato la competitività del pacchetto «made in Ticino», ritrovatosi a lottare per il titolo nella classe Pro-Am. Purtroppo, all’ottava prova, a Zandvoort, con Jacoma al volante la vettura è andata distrutta in un grave incidente provocato da una scorrettezza di un rivale diretto. I danni riportati e la recrudescenza del virus, che proprio in quel momento stava investendo di nuovo l’Europa, hanno spinto il team a chiudere anzitempo la stagione. «È stato davvero un fattaccio» ricorda Joël con un pizzico di amarezza. «Siamo rimasti molto delusi dall’atteggiamento dei commissari sportivi, i quali non hanno preso nessun provvedimento. Inutile tornarci sopra, ad ogni modo: la decisione di chiudere per concentrarsi sull’anno prossimo, a mio avviso, è stata corretta».

Camathias non ha ancora definito i programmi per la stagione 2021. La speranza, va da sé, è che si torni alla normalità. «Sarei felice, comunque, di continuare con la stessa compagine e sempre nell’Europeo GT4» ribadisce con forza il ticinese. «È una categoria molto competitiva e combattuta, a volte anche troppo come abbiamo potuto vedere, ma che si addice perfettamente al mio profilo agonistico attuale».

Vero, verissimo. Soprattutto pensando alla Sei Ore del Nürburgring cui ha partecipato Joël, un’uscita una tantum in GT3, nell’iper-competitivo GT World Challenge. Quinto posto al volante della Mercedes-AMG del team HRT. Wow. «Ho corso per tanti anni in GT3 e con le più potenti GT2 e GTE» chiosa Camathias. «Ho vinto parecchio, tuttavia il livello in GT3 è oramai esasperato. C’è il coinvolgimento diretto delle case, per tacere dell’arrivo di molti team ufficiali e di piloti sempre più professionisti e sempre più giovani, pescati nelle formule monoposto. Pur andando forte e avendo esperienza, un semi-professionista come me, con una macchina privata, non lotta più ad armi pari contro vetture ufficiali e piloti che, fra gare, prove, test e simulatore, sono in pista praticamente ogni giorno. A questo stadio della mia carriera punto di più al GT4 o al GT Open. Anche perché l’anagrafe non si ferma e l’anno prossimo taglierò il traguardo dei quaranta».

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