Kozic: «Sono migliorato sul piano mentale»

Basket

Il croato con passaporto svizzero è di scena domani a Massagno con il suo Boncourt - I Tigers giocano a Ginevra

Kozic: «Sono migliorato sul piano mentale»
Juraj Kozic (a sinistra), qui con la maglia del Ginevra in un’immagine d’archivio.

Kozic: «Sono migliorato sul piano mentale»

Juraj Kozic (a sinistra), qui con la maglia del Ginevra in un’immagine d’archivio.

«Dopo la Croazia, mia terra d’origine, il Ticino è la mia seconda casa. Ci sono nato, cresciuto per tanti anni, ci sono ancora i miei cugini ed è a Lugano che ho giocato i miei primi anni da professionista. Mi manca, sì, anche se sto bene dove sono ora». A parlare è Juraj Kozic, oggi a Boncourt, classe 1995, passaporto svizzero e croato, nato e cresciuto per una decina d’anni a Lugano prima di essere svezzato cestisticamente dalla sua terra d’origine (in bacheca anche un argento europeo con la U18 croata). E che poi a Lugano è tornato, per tentare la via del professionismo: «Era il Lugano di Petitpierre, vincemmo la Coppa Svizzera quell’anno. Io giocavo poco, ero al primo anno, mi allenavo con la prima squadra ma poi spesso scendevo in campo con l’U23. L’anno dopo arrivò Jaumin e i minuti crebbero. Il coach belga era un tipo molto esigente, ma per me è stato molto importante. Mi ha spinto molto a migliorare il mio gioco, a non concentrarmi solo sul tiro ma sfruttare le mie caratteristiche fisiche per difesa e rimbalzi. Mi ha fatto crescere. E allora ho deciso di seguirlo a Ginevra l’anno dopo». Sulle rive del Lemano la fortuna ha però preso un’altra direzione: «Appena arrivato a Ginevra ho dovuto operare il piede. Fuori fino a Natale. Quando sono rientrato ero ormai fuori dalle rotazioni, che ai Lions giocoforza erano molto selettive. La stagione successiva ho scelto Boncourt per ritrovare minuti, per poi tornare a Ginevra quella dopo, ma intanto Jaumin non c’era più e con coach Vedran Bosnic ho visto poco il campo. In più ho sofferto di ernia alla schiena e anche quella stagione sono stato parecchio in infermeria».

Parentesi ginevrina

Chiusa la doppia sfortunata parentesi ginevrina, la guardia ticinese di 198 cm ha deciso nuovamente di prendere la via giurassiana: «Quell’estate Vladimir Ruzicic (coach di Boncourt, ndr.) mi chiamò dicendomi che mi voleva, che aveva in mente la finale di Supercoppa del 2015 giocata con il Lugano e che voleva che io tornassi ad essere quel tipo di giocatore e non quello visto a Ginevra. E mi spiegò come non gli importava che fossi pronto per l’inizio stagione, ma che mi avrebbe anche aspettato. Un’infusione di fiducia enorme per me in quel momento. Mi tolse parecchia pressione perché non pochi mi avevano detto che da un’ernia si fatica a recuperare nel basket. Accettai senza pensarci due volte».

E a Boncourt il 25.enne ha potuto raccogliere i risultati, che in questa stagione sono sotto gli occhi di tutti; 13.5 punti, il 38% da 3 in 31 minuti di impiego: «Il miglioramento più grande è stato a livello mentale. Oggi non sono più solo un tiratore, o un giovane di belle speranze, ma ho la consapevolezza di poter stare in campo con chiunque e contro chiunque. Una volta non era così, avevo meno fiducia e mi svalutavo. Per il futuro vediamo, ho voglia di crescere ancora e perché no, guadagnarmi un’avventura all’estero, magari in Italia».

Il ritorno in Nazionale

A mo’ di sublimazione, il ritorno in Nazionale rossocrociata lo scorso weekend: «Se penso dov’ero due anni fa, con i problemi alla schiena, costretto a guardare le partite da bordo campo, questa convocazione vale il doppio, il triplo. Per me è un onore giocare in Nazionale, il massimo, in un momento potenzialmente storico come potevano essere le due partite in Georgia. Peccato per il risultato. Ci è mancata malizia ed esperienza, cose che non impari da un giorno all’altro. Ma non ci siamo abbattuti. Anzi, la partita con la Serbia penso abbia dimostrato il nostro carattere. Anche se non contava nulla, siamo scesi in campo con l’intenzione di vendere cara la pelle e cercare la vittoria. Sembra banale, ma la verità è che mentalmente è un qualcosa che prima non avevamo».

E domani, per la prima giornata del terzo turno di campionato, con il suo Boncourt Kozic a Nosedo cercherà di tirare subito uno sgambetto alla Spinelli. Chiamato invece ad un’impresa il Lugano, impegnato in casa della capolista Ginevra.

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