Le Olimpiadi? «Una missione suicida»

Il caso

Lo afferma Hiroshi Mikitani, patron di Rakuten, secondo cui il Giappone non può permettersi di ospitare un evento di portata internazionale in piena pandemia

Le Olimpiadi? «Una missione suicida»
© AP/Jae C. Hong

Le Olimpiadi? «Una missione suicida»

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Organizzare i Giochi olimpici come da programma sarebbe una «missione suicida». Lo ha detto, senza troppi giri di parole, il patron del gigante giapponese del commercio online Rakuten. «È pericoloso accogliere il più grande evento sportivo al mondo» ha aggiunto Hiroshi Mikitani in un’intervista concessa alla CNN.

«Il rischio è troppo grande» il monito di Mikitan. «Sono contro la tenuta delle Olimpiadi di Tokyo quest’anno». I Giochi, appunto, a suo dire sarebbero una «missione suicida». Anche, e soprattutto, perché il Giappone ha appena prolungato lo stato di emergenza a causa della recrudescenza della pandemia.

Il Paese asiatico sta lottando contro una quarta ondata di contagi, ondata che sta mettendo sotto pressione il sistema sanitario. I professionisti della sanità hanno già messo in guardia a più riprese riguardo alla scarsità di equipaggiamenti medici e alla stanchezza del personale.

A poco più di dieci settimane dalla cerimonia di apertura, prevista il 23 giugno, l’opinione pubblica rimane più che mai divisa: la maggior parte dei giapponesi spinge per un ulteriore rinvio o un annullamento. Venerdì, una petizione che punta ad annullare i Giochi è stata consegnata al governatore di Tokyo: oltre 350 mila le firme.

Mikitani ha criticato altresì la gestione della crisi del governo. Tornando alle Olimpiadi, ha affermato che non è troppo tardi per annullare l’evento. «Tutto è possibile» le sue parole. Gli organizzatori, tuttavia, per il momento non vogliono discussioni: i Giochi, affermano, si terranno grazie le misure di sicurezza messe in atto.

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