LeBron punge Ibra: «Mai zitto contro ingiustizie»

Il caso

La stella dei Los Angeles Lakers risponde al calciatore del Milan secondo cui gli sportivi dovrebbero stare «al loro posto» ed evitare discorsi politici

LeBron punge Ibra: «Mai zitto contro ingiustizie»
AP/Mark J. Terrill

LeBron punge Ibra: «Mai zitto contro ingiustizie»

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La sua prossima presenza a Sanremo ha aperto un dibattito in Italia, ma Zlatan Ibrahimovic vola sempre più in alto, anche quando si tratta di polemizzare, e così ha ingaggiato un botta e risposta con un’altra star dello sport internazionale come LeBron James. Il bomber del Milan ha criticato gli sportivi che «non stanno al loro posto», usando ovviamente se stesso come termine di paragone - «Io gioco a calcio perché sono il migliore a giocare a calcio, non faccio il politico» - per poi chiamare in causa, con nome e cognome, James il quale a suo giudizio «è fenomenale in quello che fa. Ma non mi piace quando persone con un certo status fanno politica allo stesso tempo».

Il fuoriclasse dei Lakers non si è fatto attendere per la replica: «Non c’è modo che io stia zitto di fronte alle ingiustizie» le parole del cestista statunitense.

Punto sul vivo, il campione americano da tempo in prima linea a fianco del movimento Black Lives Matter - impegno che lo accomuna a molte altre star dello sport, come Lewis Hamilton - non si è fermato nella risposta allo svedese, sottolineando che c’è motivo per cui il suo impatto nella società non possa essere così forte come quello che ha sui campi sportivi. «Per molto tempo, abbiamo sentito che come atleti dovremmo essere grati di poter lanciare una palla, dribblare, colpire con una mazza da baseball o una racchetta - ha dichiarato LeBron -. Ci è stato detto che non eravamo né in grado, né tantomeno autorizzati a parlare di qualcos’altro. Questo oggi non è più così, e non sarà così per molto tempo. Io sono parte della mia comunità - ha continuato - e ho oltre 300 ragazzi nelle mie scuole che hanno bisogno di una voce e io sono la loro voce. Inoltre, mi occuperò sempre di temi come l’uguaglianza, la giustizia sociale, il razzismo, l’assistenza medica e il diritto al voto. So quanto è potente la mia voce e la ‘piattaforma’ da cui parlo^: la userò sempre per occuparmi di certe cose, nella mia comunità, nel mio Paese e in tutto il mondo». Infine una stoccata: «È buffo - ha detto Lebron - che lui dica queste cose, perché è lo stesso ragazzo che nel 2018 ha parlato di razzismo in Svezia legato alle sue origini e al suo cognome».

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