Lombardi: «I più penalizzati, ma non ci metteremo di traverso»

Grandi eventi

Il presidente dell’Ambrì Piotta commenta le condizioni poste dal Consiglio federale che obbligheranno la Valascia a ospitare meno di 3.000 spettatori: «Per sopravvivere servirà un ulteriore sforzo da parte di quadri, giocatori, sponsor e azionisti» - Il CEO del Lugano Marco Werder: «Seggiolini in curva per avere 3.300 posti disponibili»

Lombardi: «I più penalizzati, ma non ci metteremo di traverso»
Gli spalti della Valascia verranno rivestiti di seggiolini. ©CdT/Gabriele Putzu

Lombardi: «I più penalizzati, ma non ci metteremo di traverso»

Gli spalti della Valascia verranno rivestiti di seggiolini. ©CdT/Gabriele Putzu

Ad Ambrì non si fanno certo i salti di gioia, anzi. A Lugano, invece, si tira quantomeno un sospiro di sollievo. L’occupazione dei due terzi dei posti seduti a partire da ottobre è un compromesso digeribile, ma che un po’ di mal di pancia lo fa venire. Soprattutto alla Valascia, appunto, dove si puntava a sfruttare tutti i seggiolini in pista, compresi quelli che si andranno a creare ad hoc in curva sud. Dai 3.600 previsti e auspicati si dovrà per contro scendere di un terzo. «Non siamo ancora in grado di dare un numero preciso» rileva in merito il presidente dei biancoblù Filippo Lombardi. Per poi comunque riconoscere: «Considerata la configurazione della Valascia è chiaro però che il nostro sarà il club maggiormente penalizzato. Si è evitato il peggio, il 50% della capienza, e la discriminazione con il mondo del pallone. Detto ciò, lo ribadisco, chi ne esce peggio è l’Ambrì Piotta». E quindi, ora, che succede? «Nella misura in cui gli altri club più piccoli accetteranno le regole del Consiglio federale, non ritengo che la società si trovi nelle condizioni di potersi mettere di traverso. Non lo faremo, perché non vogliamo sottrarci ai nostri obblighi e impegni sportivi». Le finanze, va da sé, rischiano però di subire un colpo durissimo. «Per evitare di chiudere la stagione in modo catastrofico - spiega Lombardi - andranno prese delle decisioni e fatte nuove valutazioni. Venerdì si riunirà il CdA. Ed è inevitabile che serviranno altri sacrifici. Uno sforzo verrà chiesto ai quadri e ai giocatori, così come agli sponsor, ai donatori e agli azionisti». Il presidente dell’HCAP menziona infine il «sostegno pubblico», con in particolar modo la ricalibrazione dei prestiti e degli aiuti della Confederazione in discussione alle Camere.

Alla Cornèr Arena, dicevamo, si sorride un pochino di più. «Non abbiamo ottenuto l’occupazione al 100% dei posti seduti, come credevamo di poter garantire con il nostro concetto di protezione, ma la soglia dei 2/3 ci dà comunque respiro» rileva il CEO bianconero Marco Werder. Sin qui l’HCL aveva ragionato unicamente sulle proprie tribune, e sui rispettivi 4.200 posti a sedere. «A fronte dei paletti imposti da Berna servirà invece intervenire immediatamente per riempire le due curve di seggiolini» annuncia Werder. Costo dell’operazione, condiviso con la Città: circa 50.000 franchi. Cosa ne uscirà? «Con questi interventi i posti a sedere complessivi diventeranno 5.000. Tolto un terzo, potremo così ospitare 3.300 spettatori seduti». L’ultima parola, ad ogni modo, spetterà al Cantone, competente per il rilascio delle autorizzazioni. «Naturalmente speriamo che i margini a disposizione possano essere sfruttati al massimo» indica il CEO del Lugano. Che si dice soddisfatto anche per il mancato giro di vite sulla vendita di alcol in pista. «Vietare il consumo degli alcolici all’interno, consentendolo però all’esterno dell’impianto, avrebbe rappresentato una grossa discriminazione, al di là della cifra d’affari in questione».

Dall’hockey al calcio la soddisfazione è ancora maggiore. Il direttore generale del FC Lugano Michele Campana usa proprio questo termine: «Soddisfazione». «Il segnale - sottolinea - è passato. Guardando al nostro caso le decisioni prese dal Consiglio federale non possono che essere giudicate positivamente. Con il limite di due terzi di posti a sedere potremo soddisfare tutti i nostri abbonati, di norma 1.500, gli sponsor e vendere anche qualche biglietto». Campana fa i calcoli: «Cantone permettendo, per la prima a Cornaredo post 1. ottobre tra Lugano e Sion potremo accogliere all’incirca 2.400 persone». Certo, la responsabilità resterà grande. «Ma l’esperienza maturata da metà giugno con i 1.000 spettatori ci sarà senz’altro di grande aiuto. Ora si tratta semplicemente di capire in che modo gestire e controllare i flussi aggiuntivi di spettatori. Di certo manterremo la separazione in due della tribuna Monte Brè».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Sport
  • 1
  • 1