Lugano fra rabbia e orgoglio

L’analisi

Il pareggio del Rheinpark, le polemiche sull’arbitraggio, il carattere e, soprattutto, Maurizio Jacobacci che sale a 13 partite senza sconfitta

Lugano fra rabbia e orgoglio
Marcis Oss, 29 anni, festeggia così il gol dell’1-1. © KEYSTONE/Christian Merz

Lugano fra rabbia e orgoglio

Marcis Oss, 29 anni, festeggia così il gol dell’1-1. © KEYSTONE/Christian Merz

Regole, buonsenso, polemiche. E un pareggio all’ultimo respiro che porta a tredici la striscia di risultati utili consecutivi. Il Lugano accenna un sorriso. Amaro, dal momento che l’uno a uno di Vaduz, in un sabato troppo freddo e umido per giocare come si deve a calcio, è una miseria rispetto alla differenza di valori in campo. E perché il rigore concesso da Adrien Jaccottet ai principini sta a metà strada fra la beffa e l’esagerazione. Intendiamoci: Lavanchy commette fallo, in maniera francamente sciocca e ingenua, quindi la massima punizione non è una bestemmia. Il punto, però, è capire se al momento del contrasto il pallone fosse ancora in gioco o meno. O meglio, il contatto è avvenuto con il pallone oltre la linea di fondo? Le immagini non chiariscono del tutto, ma se così fosse il tiro...

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