Tennis

Rafa, Novak e quell’aria stantìa del rinnovamento

 Rafa, Novak e quell’aria stantìa del rinnovamento
Novak Djokovic si è guadagnato la finale dell’Open d’Australia, dove ritroverà Rafael Nadal. (Foto Keystone)

Rafa, Novak e quell’aria stantìa del rinnovamento

Novak Djokovic si è guadagnato la finale dell’Open d’Australia, dove ritroverà Rafael Nadal. (Foto Keystone)

Poteva essere l’Australian Open del rinnovamento. Invece no. Domenica la finale proporrà un nuovo capitolo di una sfida che si è già giocata 52 volte. A guardar bene, Rafael Nadal e Novak Djokovic hanno però dato vita a un solo duello nell’ultimo atto alla Rod Laver Arena. Storia del 2012. Quella partita, per certi versi storica, si era avvicinata alle sei ore (5 ore e 53 minuti per l’esattezza) e si era conclusa a favore del serbo. Ecco dunque l’occasione della rivincita. Il maiorchino si presenterà in campo una volta di più con l’animo del combattente. La forma non gli manca e la rinuncia al torneo di Brisbane sembra essere stata ben studiata se poi a Melbourne si è aggiudicato sei partite di fila senza concedere un set. Non è certo Rafa il favorito. Ma quale testa di serie numero 2, dietro a Djokovic, non può e non vuole certo nascondere le sue ambizioni. Il greco Stefanos Tsitsipas (giustiziere di Roger Federer negli ottavi di finale) e il francese Lucas Pouille hanno sì portato una ventata di aria nuova, ma la loro avventura si è chiusa malamente in semifinale. Entrambi hanno subìto la personalità dei loro avversari, che li hanno letteralmente sbranati. Chissà se il nostro Roger nazionale guarderà, comodamente seduto in poltrona, la nuova ed avvincente sfida tra i due migliori giocatori del ranking mondiale? Farebbe bene, soprattutto pensando al fatto che prima o poi, magari già nella prossima tournée americana, potrebbe nuovamente trovarseli di fronte.

Intanto ci sono diversi motivi che aggiungono intensità all’ennesimo match tra Novak e il mancino di Manacor. Se il serbo dovesse imporsi diventerebbe il tennista con più successi in assoluto a Melbourne: 7. Se invece fosse l’iberico a centrare l’obiettivo conquisterebbe un primato assoluto: sarebbe l’unico tennista a vincere almeno due volte tutte le prove del Grande Slam. Bastano queste indicazioni per far capire quali siano gli stimoli che spingeranno i due avversari a dare fondo alle loro energie. La superficie «lenta» della Rod Laver Arena, o perlomeno più lenta rispetto al solito, potrebbe avvantaggiare il 32.enne spagnolo, che ha dimostrato, almeno fin qui, di essersi trovato perfettamente a suo agio. I fan di Roger, a questo proposito, possono giustamente manifestare preoccupazione. Nel caso dovesse imporsi il maiorchino, il primato del basilese – 20 titoli del Grande Slam – diventerebbe un po’ meno solido, soprattutto pensando al fatto che in primavera Rafa potrebbe arrivare a quota 19 Slam. Naturalmente, se dovesse perpetuare la sua egemonia al Roland Garros. Djokovic, che finora ha firmato 14 titoli maggiori, non è comunque lontanissimo. Considerando che ha «solo» 31 anni, potrebbe infatti aggiungere ancora diversi Majors al suo palmarès. Siamo naturalmente nel campo delle ipotesi. Non è assolutamente detto che Rafa e Novak possano di fatto riuscire a tenere il ritmo e la forma che in questo momento li contraddistinguono. Quell’aria nuova che in parte si è avvertita agli antipodi potrebbe oltretutto rafforzarsi nel prosieguo di una stagione che ha ancora molto, moltissimo da dire.

Chi fa notare che dal primo successo di Roger a Wimbledon, quello del 2003, sono stati pochissimi (oltre ai tre fenomeni di quest’epoca) i giocatori che hanno conquistato almeno uno Slam ha ragione: 52 titoli dei 63 in palio se li sono spartiti l’elvetico, l’iberico e il serbo. Andy Murray (prossimo al ritiro dalle competizioni) ne ha conquistati tre, come il nostro Stan Wawrinka, che però ha ancora una gran voglia di battersi ai più alti livelli. Gli statistici aggiungono altri cinque nomi: quelli di Andy Roddick, Gaston Gaudio, Marat Safin, Juan Martin del Potro e Marin Cilic. Quell’aria di rinnovamento è effettivamente un po’ stantia. C’è però chi dice che bisogna solo avere pazienza.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Sport
  • 1
  • 2
    Calcio

    «Sono un istintivo e adoro la libertà»

    Breel Embolo sosterrà il peso dell’attacco rossocrociato sabato contro la Georgia – «So ricoprire più ruoli ma in campo l’ultima parola è la mia» dice la punta dello Schalke 04

  • 3
    HC Lugano

    La prima decisione: addio a Ireland

    Due giorni dopo l’eliminazione dai playoff il club bianconero si è separato dal tecnico e da Jussi Silander
    In attesa del nome del nuovo coach le analisi della stagione proseguono: si attendono altri segnali forti

  • 4
  • 5
  • 1