Come si comporterà Swiss-Ski con gli atleti non vaccinati?

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La stagione di Coppa del mondo si avvicina, ma non tutti gli elvetici risultano protetti contro la COVID-19 - Fra di loro vi sarebbe anche Lara Gut-Behrami - Il capo-allenatore della squadra femminile Beat Tschuor: «Giovedì è prevista una riunione sul tema»

Come si comporterà Swiss-Ski con gli atleti non vaccinati?
©EPA/Andrea Solero

Come si comporterà Swiss-Ski con gli atleti non vaccinati?

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Fra meno di un mese il Circo bianco tornerà protagonista. A Sölden, ovviamente, proemio di una nuova stagione di Coppa del mondo. Nel frattempo, a Dübendorf, gli atleti e le atlete di Swiss-Ski hanno recuperato il materiale necessario, fatto felici gli sponsor con uno o più spot e incontrato i media. Parecchio l’ottimismo, altrettante le buone intenzioni in vista di un’annata che dovrebbe riportare sulle piste anche il calore e il colore dei tifosi. Nella cornice futuristica della Samsung Hall, certificato Covid obbligatorio, mascherine e interviste abbreviate hanno comunque ricordato a tutti - sempre che ce ne fosse bisogno - che tra gli avversari più insidiosi rimane la pandemia. Già, come gestirà Swiss-Ski lo scomodo compagno di viaggio? Un anno fa - all’alba della CdM - il vaccino era ancora in fase embrionale, mentre oggi questo scudo protettivo è lì, a portata di mano, da sfruttare. «Ovviamente raccomandiamo questo passo, ma non è previsto alcun obbligo per gli atleti» chiarisce Beat Tschuor, capo allenatore della squadra femminile. E a proposito del suo team. Quante sono le persone vaccinate? «A oggi, fra allenatori, sciatrici e collaboratori, il tasso di vaccinazione è dell’89%». Una quota nella quale non rientrerebbe Lara Gut-Behrami, che esattamente dodici mesi fa aveva dovuto fare i conti con il coronavirus dopo l’infezione del marito Valon. «Proprio giovedì è in programma una riunione per chiarire diversi aspetti, anche pratici, sulla questione» spiega ancora Tschuor. Per poi precisare: «Di base, chi non è immunizzato dovrà sottoporsi a un test ogni due giorni. Vi sono però alcuni nodi da sciogliere, come ad esempio la procedura da seguire per chi è guarito e, magari, ha optato per una sola dose». Potrebbe sembrare una quisquilia, non lo è affatto. Prendete il Canada, dove a fine novembre e a inizio dicembre gareggeranno sia gli uomini sia le donne. Il Paese richiede la vaccinazione completa - due dosi dunque dei preparati Pfizer-BioNTech, Moderna o AstraZeneca, una di Johnson & Johnson - a tutti i viaggiatori in arrivo dall’estero. E in palio, a Lake Louise, vi sono ben 300 punti, considerate le tre prove - due discese e un SuperG - in agenda su ambo i fronti. Ebbene: considerate le attuali restrizioni, la presenza di tutti i velocisti e le velociste svizzeri non è per nulla scontata.

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