SCI ALPINO

Corinne Suter si prende l’argento dietro alla Stuhec

La svittese: «Non credevo di poter tornare a casa con due medaglie» – Gut-Behrami ottava

Corinne Suter si prende l’argento dietro alla Stuhec
La slovena campionessa del mondo Ilka Stuhec. (Foto Keystone)

Corinne Suter si prende l’argento dietro alla Stuhec

La slovena campionessa del mondo Ilka Stuhec. (Foto Keystone)

Corinne Suter si prende l’argento dietro alla Stuhec
Suter conquista il secondo posto sul podio. (Foto Keystone)

Corinne Suter si prende l’argento dietro alla Stuhec

Suter conquista il secondo posto sul podio. (Foto Keystone)

Corinne Suter si prende l’argento dietro alla Stuhec
La gioia della Vonn. (Foto Keystone)

Corinne Suter si prende l’argento dietro alla Stuhec

La gioia della Vonn. (Foto Keystone)

Corinne Suter si prende l’argento dietro alla Stuhec

Corinne Suter si prende l’argento dietro alla Stuhec

ARE - Seconda medaglia a Mondiali per Corinne Suter. La svittese, già terza nel superG, ha fatto ancora meglio in discesa, conquistando l’argento dietro alla forte slovena Ilka Stuhec e davanti alla fenomenale Lindsey Vonn, che con tutti i guai fisici che si ritrova è ancora salita sul gradino più basso del podio. Ma torniamo alla nostra Corinne, entrata a tutti gli effetti in una nuova dimensione. «C’era un clima cupo sulla pista. Nonostante questo sono riuscita a lasciare scorrere gli sci. Quando mi sono alzata al mattino ho avvertito un po’ di pressione. Poi è svanita. Una volta arrivata davanti al cancelletto ho pensato soltanto a quello che dovevo fare in pista. Sono felice. Partire dalla Svezia con due medaglie al collo è una sensazione incredibile». In Coppa del mondo la 24.enne Corinne i podi li ha visti da vicino, ma non ci era mai salita. Aveva anzi accumulato i quarti posti. Ad Are qualcosa è cambiato nella sua testa. Ed è arrivato il premio per i progressi mostrati a Cortina e a Garmisch. In assenza di Michele Gisin (assente a questi Mondiali per il noto infortunio) Corinne si è guadagnata i galloni della capofila della squadra elvetica delle velociste.

E Lara Gut-Behrami? Dopo il 9. posto nel superG inaugurale, un 8. posizione che non è certo da gettare, ma che in un Mondiale non può offrire alcuna gratificazione. Due piazzamenti tra le top 10 nelle gare veloci mostrano comunque che la sciatrice di Comano ha perlomeno ritrovato una minima parte del suo vecchio smalto. «Nella parte alta della pista non sono andata affatto male. A partire dal secondo intertempo ho forse cercato linee troppo ambiziose e alla fine mi è mancata la velocità che ci voleva per fare un tempo migliore», ha spiegato la Gut che cerca comunque di vedere il bicchiere mezzo pieno. «Ho avuto la conferma che sono in progresso. Mi sento più sicura sugli sci e sono certa di avere un buon margine di miglioramento.

A sorridere di più stavolta è stata la grande Lindsey Vonn, che a 34 anni diventa la più anziana medagliata a un Mondiale. Partendo con il pettorale numero 3 l’americana avrà anche approfittato di una migliore visibilità e di una partenza abbassata per il maltempo. Un pizzico di fortuna, per un fenomeno dello sci che in carriera ha festeggiato la settima medaglia iridata, non guasta.

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