E se un giorno non si potesse più sciare «a uovo»?

Il caso

Dal 1. aprile i ciclisti professionisti non potranno più sfruttare la posizione «alla Froome» per aumentare la velocità in discesa - Tra incidenti e polemiche lo sport continua a evolvere, rispondendo in particolare ad esigenze legate a sicurezza e spettacolo - «Ma è pure un mondo vieppiù politicizzato e le rivendicazioni sono all’ordine del giorno» afferma il sociologo Christophe Jaccoud

E se un giorno non si potesse più sciare «a uovo»?
«A uovo» addirittura su un salto: un rischio eccessivo o componente dello spettacolo sportivo? /EPA/HANS KLAUS TECHT

E se un giorno non si potesse più sciare «a uovo»?

«A uovo» addirittura su un salto: un rischio eccessivo o componente dello spettacolo sportivo? /EPA/HANS KLAUS TECHT

Come reagireste se, da una stagione all’altra, la FIS vietasse ad atlete e atleti di ricorrere alla classica postura «a uovo» per andare più veloce? La provocazione è voluta. Ma, soppesando quanto appena deciso dall’Unione ciclista internazionale (UCI), nemmeno così tanto. Sì, perché dal 1. aprile i protagonisti delle due ruote non potranno più aumentare i chilometri orari grazie alla cosiddetta posizione «alla Froome». Per intenderci quella allungata sul telaio, quasi appesi al manubrio. Non solo. In caso di violazione della nuova regola, i corridori potranno persino essere squalificati, oltre a dover pagare 1.000 franchi di multa. Inutile dire che non tutti l’hanno presa bene. «Si pensi ai rischi reali, come la benzina sulle strade» ha ad esempio affermato il già campione del mondo Michal...

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