Sci alpino

Giorgio Rocca si racconta al Corriere del Ticino

L’ex sciatore italiano, ospite della newsroom a Muzzano, ritorna sui suoi inizi e dice la sua sul panorama attuale

Giorgio Rocca si racconta al Corriere del Ticino
(Foto Putzu)

Giorgio Rocca si racconta al Corriere del Ticino

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Giorgio Rocca si racconta al Corriere del Ticino
(foto Putzu)

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(foto Putzu)

Sapevate che Giorgio Rocca avrebbe potuto gareggiare per i colori rossocrociati? L'ex sciatore alpino italiano, specialista dello slalom speciale e vincitore di una Coppa del Mondo di specialità e di tre medaglie iridate, è stato ospite a Muzzano e ha raccontato diversi aneddoti legati alla sua straordinaria carriera, dalle prime gare a Livigno alla vittoria della Coppa del Mondo, passando per il suo legame con la Svizzera.

Dalle prima sconfitte sulle piste di Livigno che gli hanno insegnato molto (d'altronde «la motivazione nasce dalla sconfitta») Rocca è passato dall'arruolamento nei Carabinieri a 16 anni e mezzo alla successiva entrata nella squadra azzurra. Possedendo anche il passaporto svizzero avrebbe potuto gareggiare per i colori rossocrociati: «Me lo chiesero ma visto che il mio pubblico era prevalentemente italiano ho deciso per l'Italia». Non è però detto che in futuro un Rocca non possa seguire le orme di Pirmin Zurbriggen, uno degli idoli di Giorgio insieme ad Alberto Tomba. Come si suol dire, buon sangue non mente e in famiglia c'è già qualche talento in rampa di lancio.

Giorgio Rocca, dopo aver appeso gli sci al chiodo, ha collaborato anche, per sole tre settimane, con la campionessa del mondo 2016 Lara Gut, aiutandola a migliorare nello slalom. Ma il campione italiano ha preferito glissare sui suoi rapporti professionali con la sciatrice di Comano...

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