Gli sguardi di Marco e Beat sulla pista del Lauberhorn

Sci alpino

Se Odermatt si appresta a fare il suo debutto competitivo sul mitico tracciato dell’Oberland, il veterano bernese cercherà un quarto successo - Dovesse ottenerlo scavalcherebbe anche Franz Klammer

Gli sguardi di Marco e Beat sulla pista del Lauberhorn
Beat Feuz ha già conquistato tre successi sulla pista del Lauberhorn, nel 2012, nel 2018 e nel 2020.

Gli sguardi di Marco e Beat sulla pista del Lauberhorn

Beat Feuz ha già conquistato tre successi sulla pista del Lauberhorn, nel 2012, nel 2018 e nel 2020.

Il Lauberhorn è un mito. In ottica elvetica ha lo stesso significato della Streif di Kitzbühel per gli austriaci. La tappa di Wengen si annuncia quest’anno particolarmente intensa. Dopo due allenamenti di discesa, è il turno delle gare: oggi un superG (il recupero di quello annullato a due riprese, a Lake Louise e Bormio), domani e sabato due «libere» per chiudere domenica con lo slalom. Gli occhi sono inevitabilmente puntati soprattutto su due atleti rossocrociati, Marco Odermatt e Beat Feuz. Per il primo, solido leader della generale di Coppa del mondo, reduce da un fantastico successo in gigante ad Adelboden, si tratta di un debutto. Nei due allenamenti degli scorsi giorni sulla pista dell’Oberland bernese, il nidvaldese ha sciato con saggezza. Martedì lontanissimo dai migliori, ieri è risalito tra i top dieci: 10. a 1’’52 dall’austriaco Max Franz. Il sogno di poter scrivere il suo nome anche nell’albo d’oro di questa corsa è evidente. Sta vivendo un momento magico, Odermatt, e sarebbe un peccato interromperlo sul più bello. «Quando ti presenti tante volte davanti al cancelletto di partenza non puoi sempre rendere al 100% ed assumerti ogni volta il massimo dei rischi», aveva detto negli scorsi giorni il giovane campione. Ma c’è da scommettere, che già oggi, nel superG, di rischi ne assumerà parecchi. E nei prossimi due giorni, sarà pronto a battersi con i migliori anche nelle classiche discese.

Dal debuttante al veterano

Se Odermatt è al debutto, Feuz è un veterano. Dei suoi 15 successi in Coppa del mondo, tre li ha conquistati al Lauberhorn: 2012, 2018 e 2020. Visto che lo scorso anno qui non si era gareggiato per la pandemia da coronavirus, si presenta come detentore del titolo. Lo scorso 28 dicembre, a Bormio, il bernese era caduto. Una delle rare eliminazioni nella sua carriera di velocista. E così aveva interrotto una serie di 36 discese consecutive chiuse tra i migliori dieci. Già il giorno successivo, nel superG della pista Stelvio, Beat si era riscattato ottenendo un lusinghiero 5. posto. Nelle due ricognizioni al Lauberhorn Feuz è stato autore di due prestazioni molto diverse: terzo martedì, ieri si è accontentato di un 30. posto a 2’’51 dal più veloce. Sarà interessante rivederlo in gara. Se dovesse aggiungere un nuovo successo, il quarto nel suo palmarès al Lauberhorn, staccherebbe l’austriaco Franz Klammer, che pure aveva firmato questa prestigiosa competizione in tre occasioni.

Murisier motivato

Quarto nel gigante di Adelboden il giorno del suo trentesimo compleanno, a Wengen presenta motivato anche Justin Murisier. «Ho gareggiato qui più volte. Penso di avere imparato a gestire meglio i passaggi più tecnici di questa pista. Sono cosciente del fatto che quello del Lauberhorn non è il miglior tracciato per un superG. Questa è però la migliore pista del mondo per la discesa libera. Era importante non perdere ulteriori gare dopo i precedenti annullamenti, pertanto mi rallegro di poter partecipare a questa ricca edizione del Lauberhorn. Con tutta probabilità, Murisier salterà le competizioni del fine settimana successivo a Kitzbühel: «Mi riposerò un po’ e mi preparerò per le prossime gare tecniche». Justin pensa già alla combinata e al gigante dei Giochi di Pechino.

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