La doppietta di Lara e la coppa di Corinne

Sci alpino

Gut-Behrami e Suter sono state le protagoniste delle discese a Crans-Montana – Brignone firma la combinata ed è la nuova leader in CdM

La doppietta di Lara e la coppa di Corinne
Corinne Suter e Lara Gut-Behrami portate in trionfo a Crans-Montana.

La doppietta di Lara e la coppa di Corinne

Corinne Suter e Lara Gut-Behrami portate in trionfo a Crans-Montana.

La doppietta di Lara e la coppa di Corinne
L’azzurra Federica Brignone. © AP/Gabriele Facciotti

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L’azzurra Federica Brignone. © AP/Gabriele Facciotti

La doppietta di Lara e la coppa di Corinne

La doppietta di Lara e la coppa di Corinne

La doppietta di Lara e la coppa di Corinne

La doppietta di Lara e la coppa di Corinne

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La doppietta di Lara e la coppa di Corinne

La doppietta di Lara e la coppa di Corinne

La doppietta di Lara e la coppa di Corinne

Se c’è una regina nella tre giorni di Crans-Montana, questa non può essere che Lara Gut-Behrami. Al successo di venerdì ha aggiunto quello nella discesa di sabato (ancora davanti a Corinne Suter, ma per soli 2 centesimi) firmando così una doppietta d’altri tempi. Per lei la 26.esima vittoria di Coppa del mondo, come due grandi campionesse di un passato più o meno remoto, Michela Figini e Tina Maze. Si è inoltre trattato della sua quarta «doppietta» in carriera dopo quelle di Beaver Creek (2013), Lenzerheide (2014) e Val d’Isère (2015).

«Sono davvero felice. Abbinare il mio nome a quello di Michela Figini è notevole. Mi ricordo che veniva a sciare ad Airolo con i suoi figli quando io ero una ragazzina. Michi era cresciuta con mio padre. Io, ovviamente, non l’ho mai vista gareggiare. Un discorso che vale anche per Doris De Agostini, che pure ha lasciato una grande impronta nella storia dello sci. Quello che loro hanno fatto in passato è stato fantastico per il Ticino. Sono fiera di aver contribuito ad aggiungere altre imprese nel solco dei loro exploit».

E, intanto, grazie alle due vittorie conquistate in Vallese, Lara si è portata al 4. posto della classifica di discesa con 288 punti dietro a Corinne Suter (477, che si è ormai assicurata la coppetta), Ester Ledecka (322) e Federica Brignone (320). Alle spalle della ticinese c’è ora Mikaela Shiffrin (5. con 256).

Affari per Brignone

A realizzare ottimi affari nella tre giorni di Crans-Montana non sono state soltanto Lara e Corinne, che hanno fatto vibrare i colori rossocrociati. Alla fine è emersa Federica Brignone, che al quarto posto (forse un po’ amaro ) di sabato ha aggiunto il successo nella combinata di ieri, che le è valso la leadership nella generale di Coppa dove ha scavalcato Mikaela Shiffrin. L’americana, come noto, aveva deciso di rinunciare a diversi appuntamenti agonistici dopo la scomparsa del padre. Una scelta assolutamente comprensibile, che rischia però ora di compromettere la riconquista del trofeo più importante, quello al quale tiene di più. La rincorsa alla Coppa è lungi dall’essere conclusa con l’azzurra che si ritrova con 73 punti di vantaggio nei confronti dell’americana. Alle loro spalle scalpita anche la slovacca Petra Vlhova, il cui distacco ammonta a 159 lunghezze.

Abituati alle fantastiche imprese elvetiche di venerdì e sabato, i responsabili di Swiss-Ski sognavano nuovi acuti rossocrociati, che però non sono arrivati in combinata. La migliore delle nostre rappresentanti è stata Michelle Gisin, comunque finita fuori dal podio (4.), giusto davanti a Wendy Holdener (5.), due volte campionessa del mondo della specialità.

«Non la considero una giornata negativa. Dopo la caduta di venerdì ero preoccupata e stanca. Ho anche pianto a lungo. Mi sono ripresa in fretta. Ho imparato tanto da questo lungo fine settimana a Crans-Montana», ha detto la Gisin alla fine comunque sorridente.

In Vallese c’era anche il presidente di Swiss-Ski, Urs Lehmann, che ha espresso la sua soddisfazione per i risultati eccezionali ottenuti sia tra gli uomini sia tra le donne: «È il frutto dell’ottimo lavoro svolto dai nostri allenatori. Non si tratta di exploit individuali, ma di una lunga serie di fantastiche imprese da parte di più atleti. Questo è un bel segnale e dimostra che lo sci elvetico è più vivo che mai. Un messaggio che penso abbiano capito anche i nostri vicini austriaci».

Odermatt secondo

In Giappone, dove erano di scena gli uomini, si è potuto disputare solo il gigante, che è stato vinto dal croato Filip Zubcic davanti al ritrovato Marco Odermatt. Lo slalom è invece stato cancellato a causa del maltempo.

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