Marco Odermatt sul podio nel primo gigante a Adelboden

Sci alpino

La vittoria è andata al francese Alexis Pinturault - Oggi si replica sul Chuenisbärgli e domani avrà luogo lo slalom

Marco Odermatt sul podio nel primo gigante a Adelboden
Il nidvaldese Marco Odermatt. ©Keystone/Peter Schneider

Marco Odermatt sul podio nel primo gigante a Adelboden

Il nidvaldese Marco Odermatt. ©Keystone/Peter Schneider

Marco Odermatt sul podio nel primo gigante a Adelboden
Il francese Alexis Pinturault. ©Keystone/Peter Schneider

Marco Odermatt sul podio nel primo gigante a Adelboden

Il francese Alexis Pinturault. ©Keystone/Peter Schneider

Quarto podio in cinque giganti in questa stagione. Niente male. Marco Odermatt si conferma l’uomo di punta della squadra elvetica anche sul mitico Chuenisbärgli. Una giornata baciata dal sole e diversi buoni motivi per festeggiare. Era dal 2008 che gli elvetici non chiudevano tra i primi tre sulla famosa pista dell’Oberland bernese, almeno tra le porte larghe. Basta questa osservazione per dare pieni voti al nidvaldese, che non ha molto da rimproverarsi. Ha infatti disputato due manche di ottimo livello. Poco importa allora se non ha colto la posta piena e se alla fine si è dovuto accontentare di salire sul gradino più basso del podio. Onore al merito di chi è stato il vero protagonista della giornata, quell’Alexis Pinturault che quando è in forma lascia poco spazio a chiunque. Giù il cappello però anche al croato Filip Zubcic, già secondo su questa pista nella scorsa stagione.

Il rigore del transalpino

D’altra parte , fare meglio del transalpino stavolta era difficile. Una missione quasi impossibile. Sciata sciolta e rigore impressionante nell’affrontare le diverse fasi del tracciato. Sia in mattinata, sia nel pomeriggio. Eppure Zubcic ha dimostrato di avere le carte in regola per riuscire nell’exploit di conquistare anche questo pendio. Il croato, pur essendosi letteralmente mangiato il Chuenisbärgli, non è riuscito a stare davanti al francese. E quest’ultimo, come in Alta Badia, si è in definitiva rivelato il più forte. Per Alexis è il secondo successo ad Adelboden dopo quello del 2017. Una vittoria strameritata, con vantaggi consistenti sui più immediati inseguitori: 1’’04 sul croato e 1’’11 sul nostro Odermatt, che è riuscito ad inserirsi tra i top 4 negli ultimi sette giganti affrontati. Per Alexis si tratta della sedicesima vittoria nella disciplina. Un ulteriore allungo nella generale di Coppa del mondo della quale è attualmente il solido leader. Il nidvaldese, tanto per gradire, resta però al comando nella graduatoria della specialità, anche se con soli 10 punti di vantaggio sul francese.

Una prova di squadra

Detto di Odermatt, diamo uno sguardo alla classifica. Non possono certo passare inosservati il 5. posto di Justin Murisier e il 6. di Loïc Meillard. Entrambi hanno chiuso tra i top ten, che non è poco, anche se il loro distacco dal migliore è consistente: 2’’29 per il primo, 2’’39 per il secondo. Justin si è classificato per la sesta volta tra i primi sei. Meriterebbe anche qualcosa di più per la costanza mostrata in una carriera caratterizzata da molti infortuni. Loïc, che non era riuscito a qualificarsi per la seconda manche in Alta Badia, è tornato a dare un assaggio delle sue qualità. Ha guadagnato tre posti nel pomeriggio e si ritrova sesto nella classifica della disciplina. Daniel Sette (24. a 4’’25) completa la bella prova di squadra dei rossocrociati. Lui, a guardar bene, si augurava qualcosa di meglio. E, soprattutto, sperava di migliorare il 19. posto colto lo scorso anno ad Adelboden. Nel complesso una buona prova di squadra. Meglio gli svizzeri avevano fatto solo nel 2008, quando centrarono la doppietta con Marc Berthod e Daniel Albrecht.

Oggi sul Chuenisbärgli si replica. Il secondo gigante (10.30/13.30) darà l’opportunità di riscattarsi agli sconfitti. Attenti, in particolare ai norvegesi, numerosi e ambiziosi. Aleksander Kilde (4. a 2’’21) è stato il più performante. Il più sfortunato è invece stato Lucas Braathen (7. a 2’’64). Il giovane norvegese, al termine di una grande manche, forse un po’ rilassato, ha toccato una porta vicino al traguardo, si è sbilanciato e una volta perso l’equilibrio è caduto con una terribile torsione del ginocchio. È stato portato via in barella e per lui si teme una lunga assenza dalle gare.

La festa non è finita

La tre giorni di Adelboden ha ancora tanto da offrire. Non dimentichiamo infatti che domani andrà in scena lo slalom nel quale altri elvetici potrebbero primeggiare. Si tratta di Daniel Yule (chiamato a ripetere il successo conquistato un anno fa) e Ramon Zenhäusern (vincitore in Alta Badia nella prima gara della stagione tra le porte strette. A Madonna di Campiglio entrambi non avevano brillato, a Zagabria erano almeno tornati tra i top ten.

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