Questa è una Svizzera che vola alto

sci alpino

Swiss Ski mette in bacheca il trofeo destinato alle Nazioni grazie ad una stagione fenomenale

Questa è una Svizzera che vola alto
La Svizzera è stata la miglior Nazione in Coppa del Mondo. @KEYSTONE/GIAN EHRENZELLER

Questa è una Svizzera che vola alto

La Svizzera è stata la miglior Nazione in Coppa del Mondo. @KEYSTONE/GIAN EHRENZELLER

La stagione che si è conclusa ieri ha confermato la tendenza osservata già l’anno scorso. Con più di 10.000 punti, la Svizzera ha chiuso una volta ancora in testa alla classifica delle Nazioni. Diciassette successi, cinquantatré podi e quasi mille punti di vantaggio sull’Austria, sono segnali più che positivi per Swiss Ski. E la tendenza per gli anni a venire non sembra indicare flessioni. Chiaro, Lara Gut-Behrami e Marco Odermatt avevano nel mirino la coppa della generale e l’annullamento delle discese e dei superG delle Finali di Lenzerheide ha seriamente compromesso le loro chance, ma le vittorie di Petra Vlhova e di Alexis Pinturault sono del tutto meritate.

Vlhova e Pinturault in vetta

Prendendo parte a tutte le gare, Petra Vlhova ha completato una maratona degna di lode. Durante la stagione, e a seconda delle cancellazioni, ha divorato migliaia di chilometri sulle strade con la sua cellula privata e il suo allenatore, Livio Magoni. Stacanovista, bulimica dell’allenamento, la slovacca è l’archetipo dell’atleta che ha raddoppiato i suoi sforzi per raggiungere il suo obiettivo finale.

Per Alexis Pinturault, questo trofeo è la ricompensa di un accanito lavoro che sta facendo da diversi anni. Spesso bloccato dall’extraterrestre Marcel Hirscher e poi l’anno scorso da Aleksander Aamodt Kilde, lo sciatore di Courchevel ha tenuto botta, andando alla conquista nello stesso tempo sia della coppa di gigante sia di quella della generale.

Le ambizioni di Lara

Nei Grigioni con delle ambizioni, Lara Gut-Behrami si è resa conto che il meteo non era dalla sua parte, così come il regolamento assai incomprensibile della FIS. Nel gigante di ieri ha passato tre porte, prima di fermarsi. «Quando mi sono alzata non mi sentivo molto bene, ma ho comunque voluto provare a gareggiare e speravo che l’adrenalina mi avrebbe aiutato, ha detto. Ma alla seconda porta ho capito che non era sicuro che avrei finito la giornata in buona salute. Ho commesso questo errore già una volta e mi sono strappata il legamento crociato» (ai Mondiali di St. Moritz nel 2017, ndr).

Il semplice fatto di correre per la conquista della più bella coppa di cristallo è un successo per la ticinese, che in questa stagione ha ottenuto sei vittorie, oltre all’oro mondiale nel superG e nel gigante.

Alle spalle della ticinese c’è Michelle Gisin, dalla tecnica brillante. Ha vinto lo slalom a Semmering e ha fatto enormi progressi nel gigante. Se riuscisse a ritrovare la sua sciata nella velocità, potrebbe dare fastidio a Vlhova la prossima stagione.

Ottava della generale, Corinne Suter ha confermato la sua padronanza nelle discipline veloci. E il suo 14. posto in gigante durante le Finali suggerisce una possibile terza disciplina per la svittese. Wendy Holdener, un po’ in ombra rispetto gli ultimi due anni, cambierà allenatore per provare a ritornare in vetta. Peccato che il COVID-19 le abbia macchiato il finale di stagione, perchè sembrava sulla strada giusta.

Odermatt e Meillard più in alto

In campo maschile, l’avvento di Marco Odermatt non ha sorpreso nessuno, visto il suo talento. Se dovesse migliorare in discesa, allora Pinturault avrà un cliente pericoloso. Con tre vittorie quest’inverno, il Mozart di Hergiswil è in ascesa, anche se gli manca ancora l’esperienza per fronteggiare la pressione.

Loïc Meillard è nella scia del suo amico. Anche se lo sciatore di Hérémence conta un solo successo in CdM (il parallelo a Chamonix nel 2020), ha ottenuto due podi, oltre alle due medaglie di bronzo ai Mondiali di Cortina, e appare sempre più a suo agio nella velocità.

Con rispettivamente 607 e 503 punti, Beat Feuz e Ramon Zenhäusern hanno superato la barriera dei 500. E vincendo la sua quarta coppa consecutiva in discesa, il bernese è entrato un po’ di più nella storia. L’ambizione di vincerne una quinta e magari di mettere al collo l’oro ai Giochi di Pechino lo stimola, soprattutto perché ha ormai 34 anni.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Sci
  • 1

    La discesa dei due mondi

    Il progetto

    Nell’autunno del 2023 la Coppa del mondo di sci potrebbe sbarcare ai piedi del Cervino, con una prova che nasce in Svizzera e finisce in Italia - Si tratterebbe della prima gara internazionale nella storia, con una partenza ad altezza record - Bernhard Russi: «Evento eccezionale a livello d’immagine»

  • 2
  • 3

    Mauro Pini allenerà Petra Vlhova

    Sci alpino

    Il ticinese torna protagonista del Circo Bianco: trovato un accordo annuale con la vincitrice dell’ultima generale di Coppa del mondo

  • 4
  • 5

    Si è spento Roland Thoeni

    Sci alpino

    Bronzo alle Olimpiadi di Sapporo nel 1972, era il cugino di Gustav: ha accusato un malore all’ospedale di Bolzano

  • 1
  • 1