Sugli sci alla velocità della luce

Sport estremi

L’epopea del Kilometro lanciato è raccontata in due libri scritti da Lorenzo Proverbio e pubblicati dalle edizioni Effedì di Vercelli - FOTO E VIDEO

Sugli sci alla velocità della luce
Prove tecniche per Valentina Greggio nella galleria del vento della Pininfarina a Grugliasco, alla periferia di Torino. © Pininfarina

Sugli sci alla velocità della luce

Prove tecniche per Valentina Greggio nella galleria del vento della Pininfarina a Grugliasco, alla periferia di Torino. © Pininfarina

Sugli sci alla velocità della luce
Valentina Greggio in gara sulla pista di Andorra.

Sugli sci alla velocità della luce

Valentina Greggio in gara sulla pista di Andorra.

Sugli sci alla velocità della luce
La Greggio nella località francese di Vars il 26 marzo del 2016, giorno in cui ha stabilito il nuovo primato mondiale femminile di velocità sugli sci, da lei portato a 247,083 km/h.

Sugli sci alla velocità della luce

La Greggio nella località francese di Vars il 26 marzo del 2016, giorno in cui ha stabilito il nuovo primato mondiale femminile di velocità sugli sci, da lei portato a 247,083 km/h.

Olio di balena, olio di canfora o di cedro, bitume di pino, glicerina, balsamo, pece di catrame. Senza dimenticare, soprattutto, sperma umano (qui citiamo e più avanti, leggendo, ne avrete la conferma). Miscelate l’uno con l’altro alcuni o tutti questi ingredienti, cucinateli oppure distillateli ed è bell’e fatta. «Bleah!» verrebbe subito da pensare. E giustamente, aggiungiamo. Eppure, nella seconda metà dell’Ottocento proprio questi ingredienti erano le basi con cui in California venivano sciolinati gli sci utilizzati dagli spericolati del tempo per lanciarsi in gare di velocità che sono state le progenitrici del Kilometro lanciato, conosciuto anche con l’acronimo di KL.

Una disciplina - il KL - nella quale gli attuali record mondiali sono detenuti da italiani. Sono la verbanese Valentina Greggio fra le donne con i 247,083 chilometri orari fatti segnare nella località transalpina di Vars il 26 marzo del 2016 e il valdostano Ivan Origone che nello stesso giorno aveva firmato il primato maschile assoluto sfrecciando a 254,958 km/h. È vero, non siamo propriamente alla velocità della luce ma ciò non toglie che si tratta di prestazioni assolutamente eccezionali.

A Vars gli sciatori raggiungono i 200 km/h in soli 5 secondi e mezzo

Tra i grandi protagonisti del KL - «last but not least», anzi! - troviamo anche Simone Origone, a giusta ragione considerato come la moderna leggenda della disciplina, in cui è il più medagliato di sempre a livello planetario. In carriera ha infatti conquistato il trofeo di cristallo della Coppa del mondo per ben undici volte, un bottino che Simone, nel corso degli anni, ha rimpinguato mettendosi al collo sei medaglie d’oro e una d’argento nelle gare valide per i Mondiali. Senza scordare che ha ritoccato a quattro riprese il primato mondiale, fissandolo per la sua ultima volta a 252,987 km/h nel 2016 a Vars, giusto prima di vederselo soffiare dal fratello.

Tre jet dello sci, Valentina Greggio, Simone e Ivan Origone, che si sono meritati gloria eterna o quasi sulla pista francese, 1’400 metri di lunghezza, pendenza massima del 98% (oltre i 45 gradi per intenderci) e un dislivello di 435 m dalla partenza alla linea d’arrivo.

Una bianca canna di fucile, per la cronaca, lungo la quale gli sciatori raggiungono i 200 km/h in soli 5 secondi e mezzo, quasi come un pilota al volante di una monoposto da Formula uno che in media, per arrivarci, di secondi ne impiega attorno ai 4. «L’arte del Kilometro lanciato sta poi nel riuscire a incrementare ancora di più la velocità e a mantenerla fino agli ultimi cento metri della pista, dove sono poste le fotocellule che rilevano il tempo di transito da una all’altra, tempo che viene quindi trasformato in chilometri orari», come spiega Valentina Greggio.

Valentina Greggio - classe 1991 - e due delle quattro Coppe del mondo di KL che ha conquistato in carriera. © CdT/Archivio
Valentina Greggio - classe 1991 - e due delle quattro Coppe del mondo di KL che ha conquistato in carriera. © CdT/Archivio

Le storie di Valentina, Simone Origone e gli altri assi della velocità pura su sci, una più appassionante dell’altra partendo dagli albori per arrivare ai tempi più moderni, sono raccontate e illustrate con molte fotografie in due volumi intitolati «Kilometro lanciato - Storie oltre il limite», dati alle stampe dalle Edizioni Effedì di Vercelli e scritti dal giornalista piemontese Lorenzo Proverbio. Il primo volume è stato pubblicato nel 2016 e ripercorre gli anni dal 1867 al 1968, mentre le vicende e gli exploit da quest’ultimo anno al 2019 li troviamo nel secondo che ha visto la luce nel mese di ottobre del 2019.

«Noi sciatori della domenica possiamo mettere le punte dei nostri attrezzi verso valle e raggiungere i 70-80 chilometri orari, una volta preso lo slancio. E se proprio siamo bravi a controllare gli sci e soprattutto i nervi, magari potremmo goderci l’ebbrezza dei 100 km/h e qualcosa di più, come invece sono abituati a fare gli specialisti della velocità nelle gare classiche dello sci alpino. Arrivare ai 150, 200 e attorno ai 250 chilometri orari come nel caso di Valentina Greggio, dei fratelli Origone e degli altri specialisti del Kilometro lanciato è però tutta un’altra cosa, che se non sfiora la fantascienza poco ci manca», racconta Lorenzo Proverbio che abbiamo incontrato a Vercelli nella sede delle Edizioni Effedì.

Valentina Greggio e Alberto Monticone, direttore tecnico della nazionale azzurra di KL.<br />© valentinagreggio.it
Valentina Greggio e Alberto Monticone, direttore tecnico della nazionale azzurra di KL.
© valentinagreggio.it

Sci da 240 centimetri di lunghezza, caschi aerodinamici, tute aderentissime e impermeabili all’aria, appendici aerodinamiche applicate ai polpacci, bastoncini curvati ad arte affinché offrano la minore resistenza possibile all’avanzamento che è pari a quello di un proiettile: questi sono i ferri del mestiere di un moderno atleta da Kilometro lanciato. Che è anche un artigiano, come spiega ancora Valentina Greggio: «Siamo noi a preparare il materiale, costruire gli spoiler (le appendici aerodinamiche posteriori, ndr) e ottimizzare i nostri caschi, cercando tutte quelle soluzioni, all’apparenza anche minime, che possono permetterci di incrementare la velocità offrendo la minor resistenza possibile all’aria».

Ma come era agli albori della disciplina, in quell’Ottocento ormai preistorico, nella lontana California? Qui non può che rientrare in gioco Lorenzo Proverbio: «Per le sfide gli sciatori si costruivano sci fino a quattro metri di lunghezza, li sciolinavano con i loro intrugli - appunto composti anche da sperma umano, nonché da olio di balena, olio di canfora o di cedro, bitume di pino, glicerina, balsamo, pece di catrame - e via, giù lungo le pendici di colline e montagne per vedere chi era il più veloce. Donne comprese, tanto che il primo record di velocità registrato ufficialmente venne stabilito nel 1867 nella località californiana di La Porte proprio da una donna, tale Lottie Joy che scese a 79,003 chilometri orari. Non si sa più su quale pista e con quale tipo di cronometraggio venne firmata questa impresa, fatto sta che fu proprio Lottie Joy a entrare per prima nella storia di quello che sarebbe poi diventato il Kilometro lanciato».

ll primo record registrato ufficialmente venne stabilito nel 1867 da una donna

Eppure, gli sci sono nati nel grande Nord del Vecchio Continente, dove erano utilizzati per andare a caccia. Ed è nelle Alpi che si sono poi diffusi sempre di più, permettendo così di affrontare discese sui monti e quindi competizioni, KL compreso... «Quando mi sono messo a raccogliere il materiale per il mio primo libro dedicato al Kilometro lanciato, come molti appassionati della disciplina ho iniziato a concentrarmi sugli anni Trenta del Novecento, sulle prime gare organizzate a St. Moritz nella zona del Corviglia dove Leo Gasperl, giovane austriaco dal grande talento, nel 1933 firmò il record mondiale di 136 km/h. E quindi ho proseguito le mie ricerche chinandomi sulle gesta vissute sul Plateau Rosà a Cervinia, dove il mitico Zeno Colò, scendendo con sci normali e senza casco, nel 1947 infranse il primato di Gasperl raggiungendo i 159 chilometri orari e qualche spicciolo. Poi, però, ecco la grande sorpresa...».

Altro che St. Moritz, a dare il la furono dei minatori durante gli inverni della California

E cioè? «Si pensava appunto che tutto, per quel che riguarda il KL, avesse preso il via a St. Moritz e fosse poi proseguito in Valle d’Aosta, a Courmayeur, al Sestriere e Cervinia. Insomma, che il la venne dato nel cuore del maestoso paesaggio delle Alpi. Invece, ecco che mi sono ritrovato a fare un salto all’indietro nel tempo, di addirittura qualche decennio. Mi sono capitati tra le mani frammenti di una storia che narrava di minatori che durante gli inverni californiani si sfidavano in prove di velocità sugli sci non solo come passatempo ma pure per guadagnare qualcosa, perché sulle gare si misero a scommettere un po’ tutti, piuttosto che spendere i loro soldi nei saloon fra bevute e incontri con prostitute. A far conoscere gli sci in California furono emigranti provenienti dalla Norvegia e si arrivò anche a organizzare dei circuiti di gare, con regolamenti, classifiche, premi e quant’altro. Il fenomeno durò una manciata di anni ma è stato proprio nella seconda metà dell’Ottocento - più vicino alle sponde dell’oceano Pacifico che non a quelle dell’Atlantico e men che meno nel Vecchio Continente - che è nata la passione per la velocità sugli sci».

E che dire dei tempi più moderni, di quel KL che a Cervinia aveva infiammato gli animi di atleti e appassionati a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento? È stata una storia semplicemente grandiosa e magari un giorno vi racconteremo anche questa, perché a Cervinia, nei giorni del Kilometro lanciato si potevano incontrare anche il celebre attore e grande giocatore di bridge Omar Sharif oppure l’altrettanto conosciuto tennista italiano Adriano Panatta. Intanto, potete comunque andarla a scoprire leggendo sia il primo sia il secondo volume di «Kilometro lanciato - Storie oltre il limite». Vi garantiamo che ne vale assolutamente la pena.

Ivan Origone e Valentina Greggio firmano i primati mondiali di 254,958 e 247,083 km/h.
Era il 26 marzo del 2016 sulla pista francese di Vars. © Youtube
Il video di presentazione di Valentina Greggio realizzato dalla FISI, la Federazione italiana sport invernali.
© Youtube
Simone Origone tra alpinismo e Kilometro lanciato. © Youtube
©CdT.ch - Riproduzione riservata

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