Una valanga di polemiche scuote Cortina

Sci alpino

Il parallelo iridato ha mandato su tutte le furie numerosi atleti - Federica Brignone: «Sono nera, è stata la prova più ingiusta della mia carriera» - Marco Odermatt: «Loïc Meillard è stato il migliore in questa gara di m....»

Una valanga di polemiche scuote Cortina
Federica Brignone e Marta Bassino a fine gara e prima delle polemiche. ©EPA/Andrea Solero

Una valanga di polemiche scuote Cortina

Federica Brignone e Marta Bassino a fine gara e prima delle polemiche. ©EPA/Andrea Solero

Una gara incendiaria. Iniqua. Sbagliata. Al termine della quale la gioia dei vincitori è stata travolta dalla rabbia e dalla delusione dei vinti. Ahia. Martedì Cortina è stata scossa dall’ultimo arrivato. Il parallelo, al battesimo ad un Mondiale. E sì, al netto dell’ottava medaglia svizzera della rassegna - il bronzo conquistato da Loïc Meillard - non è andata affatto bene. Colpa di un formato e di un tracciato palesemente sbagliati; benzina gettata sul fuoco di atlete ed atleti. Ma cosa è non ha funzionato nel pomeriggio ampezzano? Due aspetti, in particolare. Da un lato quella che può essere definita la regola del mezzo secondo. Dall’altro il disegno delle piste, lungo le quali i concorrenti si sono sfidati dagli ottavi di finale in avanti.

La regola del mezzo secondo

A detta di quasi tutti i protagonisti al via, entrambi i fattori - intrecciati fra loro - hanno falsato i duelli scanditi da due manche. Al termine della prima discesa, infatti, la FIS ha deciso di prevedere un distacco massimo di 0’’50. Anche a fronte di ritardi effettivi ben superiori, proprio così. Il motivo? Non vanificare lo spettacolo nella rivincita a piste invertite. Peccato che il serpentone blu è risultato più lungo di tre metri rispetto a quello rosso. Con tutte le conseguenze (e gli svantaggi) del caso per chi era chiamato ad affrontarlo come secondo, senza l’aiutino del cronometro bloccato concesso in precedenza all’avversario. A farne le spese, dicevamo, sono stati in parecchi. Tra cui lo stesso Meillard, beffato in semifinale dal croato Filip Zubcic.

«Considerate le premesse, ho fatto del mio meglio» ha affermato l’elvetico, sfoderando le doti del miglior diplomatico: «Tuttavia - ha aggiunto più deciso - è chiaro che partire con solo mezzo secondo di vantaggio sul secondo percorso è frustrante. Nel duello iniziale, in effetti, mi ero imposto con oltre un secondo di vantaggio. Mi sentivo il più forte in pista, ma devo accettare il verdetto di una disciplina per la quale la mia opinione non cambia». Quasi dimenticavamo, in campo maschile l’oro è andato al francese Mathieu Faivre, mentre l’argento al citato Zubcic. Nulla da fare invece per Marco Odermatt (fuori agli ottavi), che ha voluto difendere il connazionale medagliato a suo modo: «Loïc è stato il migliore in questa gara di m....! Congratulazioni» ha scritto senza tanti giri di parole su Instagram. Gino Caviezel e Justin Murisier non si sono per contro qualificati.

Oscurato l’oro di Bassino

Le polemiche più accese hanno però riguardato il parallelo femminile, vinto ex aequo (anche qui un mezzo pasticcio degli organizzatori) dalla padrona di casa Marta Bassino e l’austriaca Katharina Liensberger. Terza Tessa Worley. Addirittura gli stracci sono volati in casa Italia e hanno in parte avvelenato la prima e tanto agognata medaglia iridata. Sconfitta nei quarti dalla compagna Bassino (per altro qualificatasi per il rotto della cuffia il mattino), Federica Brignone ha attaccato frontalmente la FIS: «Sono nera. È stata la gara più assurda e ingiusta della mia carriera. Chi l’ha pensata ha sbagliato. Mi spiace perché poi è arrivata la medaglia d’oro, che è bellissima. Però un parallelo lo devi fare dritto, non puoi farlo che gira in quel modo. Chi partiva sulla pista blu nella prima manche aveva praticamente già vinto».

Autrice del miglior tempo nelle qualificazioni (che hanno estromesso Lara Gut-Behrami, Camille Rast e Jasmina Suter), pure Wendy Holdener è stata penalizzata in fase di eliminazione diretta. «Il problema è il mezzo secondo di vantaggio, che ha comportato una gara ingiusta. Spero di rifarmi nel team event, ma deciderò solo in serata se parteciparvi o meno». Niente carta bianca alla FIS, insomma. Non dopo essere stati traditi. Sarà dunque interessante capire se e come gli organizzatori interverranno sulla pista Rumerlo, che mercoledì ospiterà appunto il parallelo a squadre.

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