Tennis

Berrettini a lezione dal Maestro Federer

A Wimbleodn Roger surclassa l’italiano - Nei quarti c’è Kei Nishikori

 Berrettini a lezione dal Maestro Federer
Roger Federer è nei quarti di finale. (Foto Keystone)

Berrettini a lezione dal Maestro Federer

Roger Federer è nei quarti di finale. (Foto Keystone)

LONDRA - (dal nostro inviato) Sempre meglio, di partita in partita. Matteo Berrettini – vincitore sull’erba a Stoccarda e semifinalista a Halle – doveva costituire il primo verso test per valutare le reali condizioni di forma di Roger Federer. Ebbene, l’italiano (ATP 20) ha ricevuto una vera e propria lezione di tennis da parte del basilese. Attento, concentrato, preciso: il Maestro ha preso per il collo sin dall’inizio Berrettini e non ha più mollato la presa, offrendo tutto il campionario del suo immenso talento. L’azzurro non ci ha insomma capito nulla e al termine dell’incontro – sportivamente – non ha cercato scuse: «Questo Roger è troppo forte per me. Quando gioca a questi livelli è difficile cambiare qualcosa per cercare di ribaltare il risultato. È stato troppo veloce per me, non avevo nemmeno il tempo di pensare. A rete è stato carino, mi ha fatto i complimenti per la mia stagione sull’erba. Cosa gli ho detto io? Gli ho chiesto quanto gli dovevo per la lezione di tennis». Non perde il buonumore, il 23.enne romano. Bene così: è giovane e potrà togliersi altre belle soddisfazioni. Di anni Federer ne ha invece quasi 38, ma il tempo per lui sembra essersi fermato. Al servizio il renano non ha concesso praticamente nulla ed è stato addirittura impressionante sulla risposta. Ha subito letto benissimo le bombe alla battuta di Berrettini, che ha così di fatto perso la sua arma principale. «Queste – afferma Federer – sono cose difficili da spiegare. A volte riesce meno complicato rispondere al servizio di un grande servitore rispetto a un giocatore che batte magari a dieci km/h in meno». Fatto è che la sfida è scivolata via senza nessun problema per il basilese: «Anche io sono rimasto sorpreso a dire il vero. Non mi aspettavo di poter dominare così. Sono riuscito a non lasciarlo mai entrare in partita. Non c’è che dire, mi sono davvero sentito bene in campo, alla fine le gambe hanno iniziato a girare come si deve. Ormai sto giocando qui da una settimana e le prestazioni migliorano in modo fisiologico. Con Berrettini avevo l’impressione che ogni cosa che provavo andava a buon fine. Una gran bella sensazione, insomma». D’altra parte dall’inizio del torneo Federer non ha cessato di ripetere che, a Wimbledon, le partite più difficili sono le prime due o tre: «Sì è così. Adesso, nella seconda settimana, tutti i migliori sanno esattamente cosa aspettarsi dai campi, dai rimbalzi. A questi livelli l’esperienza è fondamentale: ecco, forse Berrettini oltre ad essere un po’ emozionato ha pagato la sua mancanza di esperienza. Non è facile per nessuno entrare sul centrale per la prima volta e disputare una grande partita. Per un servitore come lui non è normale fare solo tre ace. Meglio per me, in questo caso. Il suo allenatore mi ha quasi ringraziato a fine partita: mi ha detto che questa sconfitta servirà a Berrettini per crescere. Forse è vero, ma comunque gli italiani sono sempre speciali e divertenti nelle loro osservazioni e nei loro commenti». Da un italiano a un giapponese. Nei quarti di finale ad attendere Federer ci sarà l’esperto Kei Nishikori: «Non mi aspetto altro che una sfida difficile. Kei porterà come sempre in campo tanta energia e arriva piuttosto fresco a questo appuntamento. Mi piace il suo gioco: sa rispondere bene al servizio e trovo che il suo rovescio sia uno dei migliori sul circuito. So cosa mi attende, ma anche lui lo sa: tra di noi non ci saranno sorprese, insomma. Lo apprezzo molto anche come persona: è un tipo molto calmo, con il quale mi fa però piacere discutere. Ci siamo anche spesso allenati insieme. Sono felice di affrontarlo qui a Wimbledon».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Tennis
  • 1