C’è una «falsa dichiarazione» sui documenti di viaggio di Djokovic?

TENNIS

Non mancano le news dall’Australia, in attesa della decisione del ministro dell’Immigrazione – Ora spunta il modulo ATD, in cui Nole avrebbe dichiarato di non aver viaggiato nei precedenti 14 giorni all’ingresso nel Paese nonostante sia volato da Belgrado (dove è stato visto a Natale giocare a tennis) a Marbella

C’è una «falsa dichiarazione» sui documenti di viaggio di Djokovic?
© KEYSTONE (Australian Broadcasting Corporation/Channel 9 via AP)

C’è una «falsa dichiarazione» sui documenti di viaggio di Djokovic?

© KEYSTONE (Australian Broadcasting Corporation/Channel 9 via AP)

Dopo la diffusione delle trascrizioni del colloquio preliminare per l’accesso in Australia tenuto tra gli agenti di frontiera e Novak Djokovic, è un altro il documento che in queste ore sta tenendo banco in quello che è ormai diventato «il caso» Nole: il modulo ATD (Australia Travel Declaration). Il Governo australiano starebbe infatti esaminando se il tennista abbia mentito sul modulo di ingresso presentato alla frontiera. Alla domanda «Negli ultimi 14 giorni precedenti al suo arrivo in Australia ha viaggiato?» è stata spuntata la casella «no». Ma il campione, entrato sul territorio il 6 gennaio, avrebbe in effetti viaggiato da Belgrado (dove si trovava a Natale, stando a immagini pubblicate sui social) in Spagna, a Marbella, da dove si sarebbe imbarcato per l’Australia.

Il modulo ATD, alla domanda specifica, avverte: «Nota: fornire informazioni false o fuorvianti è un reato grave. Potresti anche essere passibile di una sanzione civile per aver fornito informazioni false o fuorvianti». Nole, stando al The Age, avrebbe dichiarato agli ufficiali di frontiera che è stata Tennis Australia a compilare il suo modulo.

Nel frattempo, Djokovic si sta allenando per gli Australian Open. Il giornalista Clint Stanaway ha pubblicato su Twitter alcune immagini della sessione con il suo coach Goran Ivanisevic.

Il campione, lo ricordiamo, era stato rilasciato dopo la vittoria legale contro la cancellazione del visto. Ma il ministro dell’Immigrazione, Alex Hawke, potrebbe ancora decidere per la cancellazione del visto di Djokovic (sulla base della sezione 133C(3) del Migration Act). Una nota del Ministero diffusa nel pomeriggio australiano evidenziava come fosse «difficile» giungere a una decisione «già in giornata». E mentre in Australia si avvicina la sera (+10 ore di fuso orario), molti media locali riferiscono che è improbabile (anche se non impossibile) attendersi una svolta prima di domani.

Nel frattempo l’ATP «accoglie con favore l’esito dell’udienza di lunedì» e, con «il 97% dei tennisti nella Top100 vaccinati» attende «con impazienza settimane entusiasmanti di tennis».

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