Djokovic, l’ossessione del ribelle

Il caso

Domenica la decisione del Tribunale federale potrebbe mettere la parola fine alla partecipazione del serbo agli Open d’Australia – L’ostinazione anti-vaccinista del campione di Belgrado è stata letta dal Governo come un pericolo e, soprattutto, come un pessimo esempio

Djokovic, l’ossessione del ribelle
© AP/Mark Baker

Djokovic, l’ossessione del ribelle

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Come sul campo, così in Tribunale. Novak Djokovic non si arrende. Mai. Almeno finché c’è un punto da giocare. Una pallina da rimandare dalla parte opposta della rete. È il suo modo di essere. Ostinato. Caparbio. Irriducibile.

D’altronde, non avrebbe potuto vincere 20 tornei dello Slam se, negli anni, non avesse fatto tesoro della sua qualità migliore. La stessa che adesso potrebbe però costargli la più grande umiliazione della carriera: l’esclusione dagli Open di Melbourne (e l’espulsione dall’Australia) per aver detto il falso. Per aver tentato di scavallare le regole che tutti gli altri hanno invece accettato. E di averlo fatto in forza di un convincimento anti-scientifico e in qualche modo irrazionale.

«Ci sono due soli modi di colpire, di diritto o di rovescio - dice Carlo Magnani, professore...

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