Djokovic torna in detenzione al Park Hotel

Il caso

Il campione serbo è stato visto rientrare nel centro per rifugiati dove era stato trattenuto dopo la prima cancellazione del suo visto - Nadal: «Sarà un grande Australian Open con o senza di lui»

Djokovic torna in detenzione al Park Hotel
© AP/Mark Baker

Djokovic torna in detenzione al Park Hotel

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Novak Djokovic è di nuovo in detenzione. Il campione è stato portato al Park Hotel, il centro di detenzione Carlton dove era stato trattenuto dopo la prima cancellazione del suo visto, e dove passerà almeno una notte in attesa dell’udienza della Corte federale che si terrà domenica mattina a partire dalle 9:30 (le 23:30 di oggi in Svizzera), durante la quale sarà discusso il suo appello contro l’espulsione dal Paese. Lo rendono noto i suoi avvocati. Secondo il governo, infatti, la presenza in Australia del numero uno del tennis mondiale, non vaccinato contro il COVID, «potrebbe incoraggiare il sentimento contro i vaccini». Le autorità australiane hanno presentato per questo una memoria davanti alla giustizia, chiedendo l’espulsione del serbo dal paese.

Djokovic è apparso calmo e composto, mentre veniva accompagnato al centro da una berlina bianca. Fuori dai cancelli dell’hotel alcuni di manifestanti pro-rifugiati con striscioni che chiedevano il rilascio dei richiedenti asilo detenuti nella struttura.

Ieri mattina il ministero dell’immigrazione australiano ha annullato per la seconda volta il visto di Djokovic, fermato a Melbourne dove si è recato per partecipare agli Australian Open previsti da lunedì.

Intanto Rafael Nadal, commentando la situazione di Djokovic, ha affermato che «l’Australian Open è molto più importante di qualunque giocatore» e che «l’Australian Open sarà un grande Australian Open con o senza di lui», ha concluso lo spagnolo.

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