I mostri della racchetta superano l’esame d’italiano

Tennis

Negli ottavi di finale del Roland-Garros Djokovic e Nadal battono gli emergenti Musetti e Sinner – Intanto continua a far discutere il ritiro di Roger Federer

I mostri della racchetta superano l’esame d’italiano
Sinner si congratula con Nadal © EPA/CAROLINE BLUMBERG

I mostri della racchetta superano l’esame d’italiano

Sinner si congratula con Nadal © EPA/CAROLINE BLUMBERG

I mostri della racchetta superano l’esame d’italiano
Bella partita tra Musetti e Djokovic © AP Photo/Michel Euler

I mostri della racchetta superano l’esame d’italiano

Bella partita tra Musetti e Djokovic © AP Photo/Michel Euler

La giovane Italia contro i mostri sacri del tennis. Era stata presentata così la giornata odierna al Roland-Garros. Ebbene, hanno vinto i mostri. I diciannovenni Lorenzo Musetti, toscano, e Jannik Sinner, altoatesino, salutano Parigi agli ottavi di finale, battuti da Novak Diokovic e Rafael Nadal.

L’eliminazione dei due talenti azzurri ha un sapore molto diverso. Musetti è stato praticamente perfetto nei primi due set, vinti al tie-break. Ha spaventato il numero 1, che non aveva ancora perso un set nel torneo, finendo poi per crollare fisicamente, fino al ritiro nel quinto. Sinner, invece, è mancato in tutti i momenti topici del match, che l’impressionante Nadal ha risolto agevolmente per 7-5, 6-3, 6-0.

«Non ho mai giocato così bene, è stata un’esperienza fantastica. Mi dispiace perché fisicamente non sono riuscito a reggere sulla distanza, è qualcosa su cui dovrò lavorare», ha detto Musetti, che all’uscita dal campo ha ricevuto l’onore delle armi dall’avversario, fermatosi per applaudirlo. Djokovic si è qualificato per la quindicesima volta ai quarti del Roland-Garros, ma ha dovuto faticare. «A inizio partita ero nervoso, più di quando mi sono trovato sotto di due set – ha ammesso il serbo – Ho commesso molti errori non forzati. Ma dopo aver perso il secondo, sono uscito dal campo per cambiarmi e quando sono tornato ero un altro giocatore».

Finalista nel 2020, Djokovic punta al 19. titolo dello Slam. Nei quarti affronterà Matteo Berrettini, che oggi ha beneficiato del forfait di Roger Federer. «Gran servizio, gran diritto, ma anche un ottimo drop shot e un buon gioco di volo – ha detto «Nole» parlando di Berrettini –. È in forma e può fare tanti punti facili con le armi che ha a disposizione».

Il vincitore della sfida Djokovic-Berrettini affronterà uno tra Nadal e l’incognita costituita dall’argentino Diego Schwartzman. Oggi il maiorchino si è sbarazzato di Sinner in 2 ore e 17 minuti, vincendo la sua 104. partita sulla terra rossa parigina. L’italiano si è rivelato troppo incostante e ha commesso 40 errori non forzati, contro appena 11 vincenti. Dopo aver concesso un break in avvio, Sinner ha imposto brevemente la sua forza, fino a condurre 5-3 e servire per vincere il primo set. Ma uno sciagurato turno di battuta gli è stato fatale. Da quel momento, Nadal ha messo le mani sulla partita, firmando due serie di otto game filati.

© EPA/IAN LANGSDON
© EPA/IAN LANGSDON

Una scelta che divide
Intanto il ritiro di Roger Federer dal torneo, annunciato ieri, sta dividendo il mondo del tennis. «Non funziona in questo modo», ha criticato il 66.enne Paul McNamee, ex giocatore e già direttore degli Australian Open. «Non puoi semplicemente scegliere quali partite vuoi giocare e quali no». Così Patrick McEnroe, esperto per ESPN: «Capisco la decisione, ma non mi piace. Qualcuno beneficia del suo forfait e quindi ha un vantaggio». Secondo il quotidiano «L’Équipe», il forfait è logico: «Federer aveva bisogno del Roland Garros per preparare i tornei sull’erba. Il ritiro, inoltre, ha i suoi lati positivi. Dimostra che lo svizzero crede davvero in un successo a Wimbledon». Per l’immensa Chris Evert, il caso è chiuso: «Roger si è guadagnato il diritto di fare ciò che vuole nel tennis». Mats Wilander sperava in uno scenario diverso, ma è comprensivo: «Roger ha pianificato il suo ritorno come un progetto a lungo termine. È una buona notizia, dimostra che sarà ancora in giro per molto tempo. A Parigi ha giocato le partite di cui aveva bisogno». Comprensione anche da parte di Boris Becker: «Roger si è guadagnato questo diritto e ci ha fatto capire che continuare a giocare sarebbe stato rischioso per il suo futuro». Andy Murray ha difeso il grande rivale su Twitter: «È stata una decisione sensata, ha ascoltato il suo corpo. Nel basket o nel calcio un atleta che torna da un infortunio rientra gradualmente, giocando spezzoni di partita per ritrovare la forma. Nel tennis non puoi permetterti questo ​​lusso».

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