Wimbledon

Impossibile non fa rima con Federer

Dopo lo straordinario successo su Nadal, Roger pensa alla finale di domani con Djokovic

Impossibile non fa rima con Federer
Roger Federer, campione senza età. (Foto Keystone)

Impossibile non fa rima con Federer

Roger Federer, campione senza età. (Foto Keystone)

Londra – Il giorno dopo a Wimbledon si respira un clima di calma dopo la tempesta. La semifinale tra Roger Federer e Rafael Nadal è ancora nella mente di tutti e ci resterà a lungo. È stata una sfida da leggenda, tra due immensi campioni: di un altro pianeta, vien da dire. Senza nulla togliere a Novak Djokovic, per l’opposizione di stili in campo gli incontri tra il Maestro e il maiorchino sono unici. E il livello della partita è stato immenso, con una lunghissima serie di colpi vincenti – da una parte e dall’altra – da stropicciarsi gli occhi. E se sulla terra rossa Nadal rimane inavvicinabile per chiunque, su tutte le altre superfici Federer ha trovato la ricetta per mettere sotto pressione lo spagnolo e non subire più il suo terribile lift da fondo campo. Il segreto? Il nuovo rovescio di Roger. Sia alla risposta di servizio sia durante lo scambio il basilese non utilizza praticamente più lo «slice» contro Rafa. Un colpo troppo difensivo che l’iberico per tanti anni ha sfruttato a suo piacimento per attaccare e prendere in velocità Federer. Oggi è Roger con il suo colpo meno forte – si fa per dire... - a mettere sotto pressione l’eterno rivale. Per tre ore il Centre Court ha vissuto emozioni fortissime, fino ad un ultimo gioco in cui – come ha affermato lo stesso Federer – è accaduto un po’ di tutto. Passanti di Rafa, uno smash sbagliato da Roger, un challenge gestito male da tutti, arbitro compreso. Fino a quella palla lunga di Nadal che ha regalato il successo al basilese. Il primo obiettivo di Roger in queste ore sarà quello di ritrovare calma e concentrazione: non sarà facile, ma la sua immensa esperienza lo aiuterà. Delle fin qui undici finali disputate a Wimbledon, Federer ne ha perse solo tre: quella con Nadal nel 2008 e le due contro Djokovic nel 2014 e nel 2015. Già, Novak Djokovic. Senza troppo clamore il serbo ha raggiunto la sua seconda finale consecutiva a Church Road: non ha incantato in campo, ma ha l’incredibile capacità di alzare il livello del suo gioco a seconda di chi si ritrova dall’altra parte della rete. Ed ecco allora che Roger Federer – per firmare il suo nono trionfo sull’erba londinese - dovrà ancora una volta essere più forte di numeri e tabù. Negli scontri diretti il serbo conduce per 25 successi a 22 e nelle tre sfide a Wimbledon è in vantaggio per 2 vittorie a 1. Solo nel 2012 Federer era riuscito a superarlo. Ma soprattutto Roger dovrà trovare il modo per battere in un Grande Slam sia Nadal sia Djokovic, un’impresa mai riuscita fino ad oggi. Ma «impossibile» non fa parte del vocabolario del Maestro, sempre pronto a stupire il mondo anche a poche settimane dal suo 38. compleanno. Ad impressionare, in questa edizione di Wimbledon, sono la calma e la serenità con le quali Federer riesce a gestire ogni tipo di situazione. Anche dopo aver nettamente perso il secondo set contro Nadal, non si è scomposto, è rimasto tranquillo e ha ripreso da dove aveva terminato la prima frazione. D’altra parte lo ha detto lui stesso: «In finale si imporrà chi sarà più forte mentalmente». Wimbledon attende con trepidazione.

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