L’avventura alle finali ATP si è chiusa senza l’acuto

Tennis

Bilancio più che soddisfacente per Roger Federer nel 2019 – Adesso il basilese può pensare alle esibizioni con Zverev in Sudamerica

L’avventura alle finali ATP si è chiusa senza l’acuto
Roger Federer è uscito di scena nelle semifinali del Masters di Londra.

L’avventura alle finali ATP si è chiusa senza l’acuto

Roger Federer è uscito di scena nelle semifinali del Masters di Londra.

L’avventura alle finali ATP si è chiusa senza l’acuto

L’avventura alle finali ATP si è chiusa senza l’acuto

L’avventura alle finali ATP si è chiusa senza l’acuto

L’avventura alle finali ATP si è chiusa senza l’acuto

L’avventura di Roger Federer alle finali ATP Non si è conclusa come speravamo. Dopo la strepitosa vittoria contro Novak Djokovic nella terza e decisiva partita del Round Robin (gruppo Björn Borg), il nostro fenomeno si è quasi eclissato cedendo il passo sabato in semifinale al greco Stefanos Tsitsipas (6-3 6-4). La curiosa coincidenza è che a fermare il nostro fenomeno sia stato proprio il giocatore che gli aveva sbarrato la strada nel primo grande appuntamento della stagione, l’Open d’Australia.

Sogno infranto

Il sogno del Divino di raggiungere un’udicesima finale al Masters – e poi magari anche una settima vittoria – si è così infranto contro il giovane ellenico, che ha rivissuto una giornata per certi versi analoga a quella del gennaio scorso a Melbourne. Allora si fregò le mani perché Roger non sfruttò neppure una delle 12 palle break che si era guadagnato, stavolta il basilese ha fatto un filo meglio convertendone almeno una sulle 12 a disposizione. Non abbastanza per mettere davvero pressione a «Tsitsi». E quest’ultimo, con grande determinazione, è andato a prendersi i punti importanti sfruttando gli spiragli che gli ha concesso l’elvetico.

«Non ho una vera spiegazione per questa prestazione tutt’altro che brillante. Sto cercando di capire dove ho sbagliato. Ho fallito nel primo gioco alla battuta, non sono riuscito a centrare le prime di servizio nel secondo set e poi ho subito un break. Su un campo indoor certe pecche si pagano. Eppure mi sentivo pronto e anche carico per come mi ero qualificato per la semifinale», ha detto il basilese.

Quello visto in campo sabato alla O2 Arena era un Roger simile a quello del primo incontro di questo Masters quando aveva ceduto il passo a Thiem. Non disastroso, ma neppure efficace. Chissà, tutte le energie, forse, le aveva concentrate per la sfida con Djokovic, nella quale invece era apparso immenso, sia nella gestione del servizio sia nella strategia utilizzata per battere il serbo. Con cui, tra l’altro, aveva un conto in sospeso dopo la dolorosa sconfitta subita in finale a Wimbledon.

Bilancio più che onorevole

Ora per Federer è il momento di stilare il bilancio di questo 2019. Un bilancio forse non stratosferico, ma comunque più che onorevole. L’uomo dei 20 titoli del Grande Slam, è vero, non è riuscito a mettere il suo sigillo nei tornei maggiori, ma ha chiuso l’anno con quattro titoli oltre alla Hopman Cup con Belinda Bencic: Dubai, Miami, Halle e Basilea. Non male per un tennista che si avvicina ai 39 anni. La freschezza fisica di Federer se la sognano tanti. Anche quelli della nuova generazione. «Se non fossi integro sul piano atletico, eviterei di mettermi sotto pressione con le esibizioni», aveva sottolineato Roger dopo aver conquistato il decimo titolo a Basilea.

Esibizioni in Sudamerica

Chiusa l’avventura londinese, Federer ha già la testa rivolta alle esibizioni (da mercoledì a martedì 26 novembre) che lo aspettano in Sudamerica. Avrebbe dovuto giocarle con Juan Martin Del Potro e con Alexander Zverev, ma l’argentino ha deciso di rinunciare a causa dei persistenti dolori al ginocchio. Ad affrontarlo sarà dunque solo il tedesco che, una volta tornato in patria sarà operato agli occhi per un forte astigmatismo. Dopo il Natale, che trascorrerà a Dubai, Roger giocherà altre esibizioni in Cina (a Hangzhou). In gennaio (3-12) niente ATP Cup (al posto della Svizzera giocherà la Bulgaria di Dimitrov). Poi il nostro fenomeno ripartirà per l’Australia. Il 7 febbraio un’altra esibizione, questa volta a Città del Capo, con l’amico Rafael Nadal, che ha chiuso l’anno da numero uno.

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