L’urlo di Stan, tra sorpresa e orgoglio

Ritorno al futuro

Lo sport è fermo: quale occasione migliore per viaggiare fra i ricordi e gli archivi del Corriere del Ticino? Ripercorriamo il primo Grande Slam conquistato da Stan Wawrinka, agli Australian Open del 2014 – IL VIDEO

L’urlo di Stan, tra sorpresa e orgoglio
Un successo storico. ©AP/Aaron Favila

L’urlo di Stan, tra sorpresa e orgoglio

Un successo storico. ©AP/Aaron Favila

L’abbiamo chiamata «Ritorno al futuro», invero senza troppa fantasia. È una rubrica figlia dell’emergenza e, va da sé, della mancanza di eventi sportivi live. E allora, se non possiamo vivere il presente proviamo almeno a correre indietro con la memoria. Ripescando, stavolta, il primo Grande Slam firmato da Stan Wawrinka: gli Australian Open del 2014. Riviviamo il percorso di Stan e la finale vinta contro Rafael Nadal grazie al commento di Raffaele Soldati.

C’è un misto di sorpresa e fierezza nel valutare la prima vittoria di Stan Wawrinka in una prova del Grande Slam. Il successo del romando all’Open d’Australia non rientrava certamente nelle ipotesi più ottimistiche degli appassionati elvetici. Ma lo sport, nel caso specifico il tennis, non è scienza esatta. Può, anche se assai di rado, regalare grandi exploit. Non capita spesso che un giocatore firmi uno Slam alla sua prima finale. Ed è ancora più impressionante il fatto che l’impresa sia stata realizzata contro il numero uno al mondo. Qualcuno potrà affermare che Rafael Nadal nella circostanza fosse menomato, o perlomeno fortemente condizionato, tanto da dover richiedere a due riprese l’assistenza del fisioterapista. Forte di un orgoglio iberico, il maiorchino è però rimasto stoicamente in campo, dopo aver tuttalpiù cercato di destabilizzare Stan con un’uscita estemporanea all’inizio del secondo set. Un episodio, questo, che in altri tempi avrebbe probabilmente cambiato il corso della partita, mettendo in crisi il nostro campione. Stavolta è successo solo per un set. Wawrinka ha poi trovato la forza mentale per tornare in carreggiata e per far capire all’avversario con chi aveva a che fare. Non più un tennista paralizzato dalla paura, quella brutta bestia che ti prende il braccio e la testa nei momenti chiave delle partite. Non più un giocatore che soffre per un pur comprensibile sentimento di inferiorità. Nadal lo aveva sconfitto nei 12 precedenti confronti e, in passato, il romando non era riuscito a strappargli neppure un set. Parlare di metamorfosi dell’eterno sconfitto non è azzardato.

Negli anni il 28.enne di St. Barthélemy si era costruito la fama di perdente. Tante volte era andato vicino a belle imprese, ma sul più bello non aveva quasi mai saputo chiudere i match, neppure contro giocatori più o meno di pari livello. A Melbourne è successo l’imprevedibile. A incominciare da uno storico quarto di finale contro Novak Djokovic. È lì, con tutta probabilità, che Stan ha capito di avere i mezzi per non fermare la sua marcia. Le due sconfitte contro il serbo in cinque set nel 2013 (Melbourne e US Open) sono state cancellate. Il nuovo Stan ha lanciato a tutti un chiaro avvertimento. Il successo su Berdych nel penultimo atto rientrava nella logica, ma francamente non sembrava credibile una vittoria così chiara e perentoria come quella scaturita nella finale di ieri contro il mancino di Manacor. Incredulità e orgoglio sono anche i sentimenti che ha vissuto lo stesso protagonista, giustamente fiero della sua impresa. Un exploit ripetibile? Ecco un’altra domanda che resta inevitabilmente aperta e che troverà risposta solo nei prossimi mesi e in occasioni altrettanto importanti. A noi resta un’immensa soddisfazione. Da una parte abbiamo scoperto che non esistono solo i cosiddetti «Big Four» (Djokovic, Nadal, Murray e Federer), i quali, con l’eccezione dell’argentino Juan-Martin Del Potro, hanno monopolizzato i grandi tornei negli ultimi anni. Questo Wawrinka, lavoratore serio e modesto, è una concreta realtà. I veri campioni si vedono però sulla distanza. Stan ha rotto il ghiaccio. Gli auguriamo nuovi importanti successi e gli terremo i pugni già nel prossimo weekend quando difenderà i colori elvetici in Coppa Davis contro la Serbia.

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