La decima meraviglia del magico Roger

Tennis

Il prossimo grande obiettivo del basilese sono le finali ATP: «Voglio andare a Londra nelle migliori condizioni possibili»

La decima meraviglia del magico Roger
©KEYSTONE/Alexandra Wey

La decima meraviglia del magico Roger

©KEYSTONE/Alexandra Wey

La decima meraviglia del magico Roger
©KEYSTONE/Georgios Kefalas

La decima meraviglia del magico Roger

©KEYSTONE/Georgios Kefalas

La decima meraviglia del magico Roger
©KEYSTONE/Georgios Kefalas

La decima meraviglia del magico Roger

©KEYSTONE/Georgios Kefalas

La decima meraviglia del magico Roger
©KEYSTONE/Alexandra Wey

La decima meraviglia del magico Roger

©KEYSTONE/Alexandra Wey

L’insostenibile leggerezza di Roger ha colpito ancora a Basilea. La quindicesima finale, il decimo titolo. Il numero 103 in carriera. Una meraviglia in più nel suo palmarès. La St. Jakobshalle come Halle. Anche lì il fenomeno è andato a segno dieci volte. Numeri che incantano, ma ad impressionare ancora di più è la qualità, la scioltezza, la capacità di liberarsi di ogni suo avversario. Basta dare uno sguardo alla durata delle partite del beniamino di casa: 53 minuti per battere il tedesco Gojowczyk (ATP 112), 63 per avere ragione del moldavo Albot (ATP 49), il forfait di Wawrinka (ATP 17), che gli ha permesso di riposare due giorni. E poi, ancora 79 minuti per fermare l’irruenza di Tsitsipas (ATP 7) e altri 69 per togliere ogni speranza a De Minaur, battuto 6-2 6-2 (ATP 28).

Un’edizione rapida

Cosa pensare dopo questa 49.esima edizione degli Swiss Indoors, che potrebbe essere catalogata tra le più semplici, o perlomeno, tra le più rapide in assoluto per Federer? Non è, naturalmente, soltanto una questione di tempo. C’è molto di più. C’è stato un fenomeno che fin dalla prima partita ha trovato una sorta di leggerezza, che si è di fatto rivelata incontenibile per chiunque. Uno stato di grazia, che si è moltiplicato rispetto ad altre occasioni.

Certo, Basilea è un ATP 500, potrà ricordarci qualcuno. Altra cosa sono le prove del Grande Slam. Eppure, a guardar bene, anche a Wimbledon Roger era stato prodigioso, cedendo il passo per un nonnulla a Novak Djokovic.

Come spiegare questa settimana fantastica del basilese? «È abbastanza semplice - risponde il campione - . A spingermi in questa Halle siete voi, il pubblico che mi incita e che mi dà quella carica in più».

Ma non basta questa analisi, per quanto suggestiva. Nella sua città, nella sua Basilea, c’è altro che fa mettere le ali al numero tre del ranking mondiale. Sarà l’aria, saranno gli amici e forse anche la possibilità di rivedere la famiglia allargata. Vista la velocità degli incontri, sarà anche la testa serena per avere avuto il tempo di trascorrere più ore con i figli.

Il migliore della storia

Tanti i fattori che possono avere inciso sul rendimento di Roger, che il giovane De Minaur ha potuto solo applaudire al termine dell’incontro. «È stato fortissimo. Praticamente non mi ha mai permesso di entrare in partita. Però sono comunque contento. Ho avuto la possibilità di confrontarmi per la prima volta con il miglior giocatore della storia. Lo considero un privilegio. La mia stagione però non è ancora finita. Mi piacerebbe poter lasciare un segno nelle finali del Next Gen,che presto si terranno a Milano».

E Federer? Di se stesso non ha fatto che ripetere quanto riferito dopo ogni singolo incontro di questi Swiss Indoors. «Mi girava bene il servizio. I colpi partivano da soli, senza quasi doverli impostare. Sapevo che Alex aveva grandi pregi. È considerato come uno dei cinque tennisti più veloci del circuito. Lo si è potuto intuire in qualche circostanza, anche se forse lo ha un po’ logorato la lunga sfida in semifinale con il gigante statunitense Reilly Opelka».

La festa e la pizza

La notte di Basilea sarà stata lunga per Federer. Dopo aver ricevuto un doppio trofeo (anche una coppa per le 10 vittorie), la festa è proseguita con la classica pizza con i ball-boys. Un’abitudine, che è ormai diventata un rito, una consuetudine. Un ringraziamento per il grande lavoro delle ragazze e dei ragazzi ai quali ha già dato appuntamento per l’anno prossimo. Ora Roger guarda al finale di stagione, che potrebbe regalargli altre soddisfazioni. Oggi deciderà se andare o meno a Parigi, ma la testa è già rivolta alle finale ATP di Londra. Questo è il suo vero prossimo grande obiettivo.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Tennis
  • 1
  • 1