La dimostrazione di Alexander Zverev

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A Torino il tedesco ha dominato 6-4 6-4 il russo Daniil Medvedev e si è aggiudicato per la seconda volta il Masters, dopo quello conquistato tre anni fa a Londra

La dimostrazione di Alexander Zverev
Alexander Zverev e il ruggito del vincitore. ©KEYSTONE/Luca Bruno

La dimostrazione di Alexander Zverev

Alexander Zverev e il ruggito del vincitore. ©KEYSTONE/Luca Bruno

Straordinario Alexander Zverev! All’indomani della sua superba vittoria in semifinale sul numero uno al mondo Novak Djokovic, il tedesco ha colto il suo secondo Masters. Titolato tre anni fa a Londra, il campione olimpico si è aggiudicato la prima edizione del torneo dei Maestri organizzato a Torino. In finale si è imposto 6-4 6-4 su Daniil Medvedev, contro il quale aveva subito cinque sconfitte consecutive.

Non c’è stata alcuna suspence in questa finale. Malgrado il vantaggio della maggior freschezza per la sua semifinale spedita contro Casper Ruud, che si era giocata presto nella giornata di sabato, il russo non ha praticamente visto la pallina. Ha ceduto velocemente sul suo servizio nelle due frazioni, al terzo gioco del primo set e al primo del secondo. E lui non si è mai procurato la benché minima palla di break. Ci si attendeva di più da parte del vincitore dell’US Open. Tuttavia, a sua discolpa, bisogna segnalare gli immensi meriti di Alexander Zverev.

La sua metamorfosi dopo la conquista dell’oro a Tokyo è stata evidente. Il 24enne tedesco non si fissa più alcun limite. Come se la sua vittoria in semifinale ai Giochi, in un match in cui aveva accusato un set e un break di ritardo, avesse fatto da detonatore. Il controllo assoluto che ha dimostrato in questo weekend è stato quello di un futuro vincitore di un torneo del Grande Slam. Tutto indica, in effetti, che probabilmente aprirà – finalmente – la sua bacheca ai tornei maggiori nel 2022. E perché no il 30 gennaio prossimo a Melbourne.

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