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La lettera di Serena a tutte le donne

La Williams protagonista di uno spot al femminile per il suo sponsor tecnico - Intanto viene beffata dal Consiglio della stampa australiano

La lettera di Serena a tutte le donne
Serena Williams agli Oscar. (Foto Keystone)

La lettera di Serena a tutte le donne

Serena Williams agli Oscar. (Foto Keystone)

Serena Williams due volte protagonista. Da un lato è donna immagine, dall’altro non le è stata riconosciuta la ragione in una querelle con l’Herald Sun di Melbourne.

Partiamo dal testo dello spot per il suo marchio tecnico, una sorta di lettera d’amore a tutte le donne del mondo. «Se mostriamo le nostre emozioni, veniamo definite drammatiche, se vogliamo competere con gli uomini ci definiscono svitate, se sogniamo pari opportunità siamo deliranti, quando combattiamo per qualcosa siamo fuori di testa, se ci arrabbiamo siamo isteriche, irrazionali o semplicemente pazze. Ma vedere una donna correre una maratona era considerato pazzesco (....) o vincere 23 Grandi Slam, avere un bambino e tornare per continuare a vincere pazzesco pazzesco e ancora pazzesco. Quindi se ti vogliono chiamare pazza, va bene. Mostra loro ciò che una pazza può fare. È da pazzi fino a quando non lo fai». E poi il solito slogan, in questo caso più che mai pertinente: «Just do it». Una meraviglia pubblicitaria, va ammesso.

L’altra vicenda ora. Rappresentata in una vignetta in maniera molto folcloristica dall’Herald Sun di Melbourne - arrabbiata dopo la sconfitta contro Naomi Osaka agli US Open, saltava sulla racchetta con lineamenti fortemente caricaturali -, non la prese affatto bene. La vignetta ha fatto subito discutere. Notizia di ieri: il Consiglio della stampa australiano ha stabilito tale rappresentazione come non eccessivamente offensiva e come non razzista. Certo, la Williams a New York non si comportò con grande eleganza: molto lontana dalla Williams dello spot.

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