Le nuove sfide del TC Lido gemellato con Wimbledon

Tennis

Michel Faoro: «L’Open femminile WTA ci mancherà, ma il club propone anche altre interessanti manifestazioni»

Le nuove sfide del TC Lido gemellato con Wimbledon
Michel Faoro (a sinistra), attuale presidente del TC Lido Lugano, con Eugenio Brianti. © CdT/Gabriele Putzu

Le nuove sfide del TC Lido gemellato con Wimbledon

Michel Faoro (a sinistra), attuale presidente del TC Lido Lugano, con Eugenio Brianti. © CdT/Gabriele Putzu

Quanto ci mancherà il Ladies Open di Lugano, che ha dato lustro a un paio di primavere del TC Lido? L’evento, ereditato da Bienne, ha chiuso i battenti. Ricorderemo due edizioni, le bizze del tempo, ma anche l’impegno degli organizzatori. Ne abbiamo parlato con Eugenio Brianti e Michel Faoro.

Dopo dodici anni alla guida del club, alla fine dello scorso mese di aprile, Brianti aveva lasciato la presidenza. Gli era subentrato Faoro, raccogliendo la fiducia dei soci all’assemblea generale. Quindici giorni prima, in una giornata piovosa e gelida, la slovena Polona Hercog aveva sollevato il trofeo del Samsung Open conquistando il suo terzo successo in carriera. Poca fortuna per le elvetiche, soprattutto per Belinda Bencic, eliminata in entrata. Si pensava già al torneo del 2020 e all’eventuale riscatto della giovane sangallese. Ma anche alla possibilità di rivedere le migliori svizzere e la madrina Martina Hingis.

«Il destino ha voluto diversamente. Octagon, la società diventata proprietaria del torneo (subentrata a Infront Ringier) ha mostrato buona volontà, ma non c’è stato nulla da fare – spiega Brianti che era anche presidente del comitato organizzatore – . L’impegno della direttrice, Geraldine Dondit, è stato apprezzato, ma con il nuovo calendario della WTA (e con l’inserimento in aprile della rinnovata FED Cup) la data del Samsung Open era stata spostata di un paio di settimane, dal 19 al 26 aprile. Dunque, in contemporanea con il torneo di Stoccarda. Per evidenti ragioni, Octagon ha abbassato la guardia. Non si poteva reggere il confronto con una prova già affermata e consistente come quella tedesca. Era chiaro che anche le tenniste elvetiche più qualificate avrebbero optato per la prova più remunerata».

Chiuso un capitolo

Quindi si è chiuso un capitolo. Per il TC Lido un certo rammarico. Si è perso un torneo che ha lasciato un segno nella storia del circolo luganese. «Il costo di un evento di questo genere si aggira attorno al milione di franchi. Allo sponsor principale, Samsung, si erano affiancati in primis Rado e Cornèr. L’idea era quella di raccogliere più sponsor, coinvolgendo diverse aziende svizzero-tedesche interessate a marcare presenza al sud delle Alpi. Un compito non così facile. Alla fine non abbiamo potuto fare altro che accettare la decisione. Noi eravamo comunque pronti a riaffrontare la sfida. E, con il benestare della Città, a rimettere a disposizione le nostre infrastrutture. Lo avremmo fatto con tutto l’entusiasmo possibile. Con la collaborazione di circa 200 volontari. Gente che lavora dietro le quinte, spinta solo dalla grande passione per lo sport», afferma lo stesso Brianti.

Tornei più modesti

Il TC Lido non avrà più l’Open, ma restano altri impegni, anche se di dimensioni più modeste. «In luglio – dice il presidente Faoro – riproporremo il nostro ITF, tappa consolidata del circuito Seniores. A settembre ci sarà l’appuntamento con Wimbledon, con cui siamo gemellati da una vita. L’ultima volta che gli inglesi erano venuti a Lugano risale al 2012 e noi ci eravamo imposti nell’ultima e decisiva partita».

Faoro ricorda che era andato a Wimbledon nel 2017 e che in quell’occasione aveva avuto il privilegio di vivere qualche giorno indimenticabile.

«L’accoglienza lì è sempre fantastica. C’è la visita guidata, poi la parte sportiva. Dopo diversi giorni di pioggia i giardinieri avevano aperto i campi in erba. Noi eravamo stati i primi ad inaugurarli. Una grande emozione. Eravamo soprattutto rimasti impressionati dagli spogliatoi con gli armadietti in legno. Impossibile fare confronti con la nostra realtà. Eppure, quando i giocatori del club inglese vengono a Lugano si trovano perfettamente a loro agio. Ovviamente apprezzano altro».

Per restare al settore competitivo, il TC Lido ha una tradizione da difendere anche negli Interclub nazionali. A rispondere è ancora Faoro: «In passato avevamo due squadre di punta: la serie A Over 45, della quale ero capitano, e la Over 55. Adesso la nostra punta di diamante è la compagine maschile nella serie C Attivi».

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