Lugano, il Challenger indoor per un rilancio internazionale

Tennis

Riccardo Margaroli: «È una sfida che abbiamo raccolto con il sostegno di Swiss Tennis, BancaStato e Ticino Region»

Lugano, il Challenger indoor per un rilancio internazionale
L’organizzatore del torneo Riccardo Margaroli.

Lugano, il Challenger indoor per un rilancio internazionale

L’organizzatore del torneo Riccardo Margaroli.

Lugano tornerà ad assaporare il grande tennis. Dal 21 al 28 marzo il Padiglione Conza ospiterà un Challenger Indoor promosso dalla famiglia Margaroli. Nell’estate scorsa, al centro di Cadro, era stato organizzato, con grande successo, lo Swiss Masters. Se quello era un torneo ad inviti, proposto per offrire la possibilità ai giocatori svizzeri di tornare in campo dopo la prima fase del «lockdown», stavolta si tratta di un evento di spessore internazionale.

A Riccardo Margaroli chiediamo innanzitutto come è nata l’idea e se si sente pronto ad affrontare questa nuova scommessa a Lugano. «A Swiss Tennis, con cui collaboriamo in modo stretto da ormai diverso tempo, sono sempre piaciuti i nostri tornei. Penso ai Future e ai Tennis Europe organizzati quando eravamo a Taverne. Poi ci siamo lanciati in un’altra bella avventura, il Masters elvetico della scorsa estate giocato nel nostro centro di Cadro».

L’interesse dell’ATP

L’idea di suo figlio Luca (ndr: tra l’altro Davisman elvetico), nata per rilanciare l’attività agonistica dopo uno stop di quasi sei mesi, aveva riscosso entusiasmo non solo tra i giocatori. «È vero - prosegue Riccardo Margaroli- . Gli arbitri e gli addetti ai lavori nell’ambito dell’ATP, avevano apprezzato quella proposta. Così ci hanno chiesto se eravamo interessati a organizzare qualcosa di grosso tra i Challenger. Volevano però una sede indoor. Una sede che noi, a Cadro, non avremmo certo potuto garantire. Ci abbiamo pensato un attimo e abbiamo raccolto le idee. Con alle spalle la fiducia di BancaStato, della Città di Lugano e di Ticino Region, abbiamo deciso che sì, la sfida si poteva affrontare. Ed eccoci qui a un mese dall’evento con tanto entusiasmo, ma anche con la consapevolezza che ci attende un grande lavoro organizzativo».

Come è venuta l’idea di disputare il torneo al Padiglione Conza? «Innanzitutto volevamo restare nel Luganese - prosegue Margaroli - dove c’è comunque una tradizione nell’ambito dei Challenger. Molti ricorderanno il successo di quelli estivi al TC Lido, con il riconoscimento di miglior torneo della categoria a livello mondiale. Nella seconda fase del «lockdown» i padiglioni del Conza sono rimasti vuoti: salvo casi eccezionali, è stato impossibile proporre fiere o altri eventi. Abbiamo chiesto se si poteva sfruttare l’occasione e ci è stato dato l’okay».

Nomi importanti

È ancora presto per parlare di «entry list». Margaroli se la sente di anticipare il nome di qualche possibile protagonista? «Il 1. di marzo dovrebbe scadere la data per l’iscrizione. Sappiamo bene che chi decide di iscriversi, non sempre garantisce la sua presenza. Intanto posso dire che tra gli iscritti vi sono nomi importanti come l’uzbeko Denis Istomin, l’australiano Bernard Tomic o il ceco Lukas Rosol. In generale dovrebbero arrivare giocatori dalla 130.esima posizione ATP in giù. Molto, naturalmente, dipenderà dalla situazione pandemica negli Stati Uniti, dove ci sarà un torneo che potrebbe attirare diversi tennisti di buon livello».

E se arrivasse Murray?

Sappiamo che Andy Murray, per ragioni legate alla pandemia, aveva rinunciato all’Australian Open, dove gli avevano assicurato una wild card. Lo scozzese, ex numero uno al mondo, ha preferito rimanere in Europa ed è sceso in campo in due Challenger a Biella. Sarebbe possibile una sua partecipazione a Lugano? «Francamente è difficile dirlo adesso. Noi di sicuro non potremmo offrirgli un ingaggio. Se però dovesse mostrare interesse per il nostro Challenger è chiaro che gli apriremmo subito le porte. L’ex Davisman Michael Lammer, responsabile di Swiss Tennis, ci terrà informati. Quello che posso dire adesso è che ci saranno 3 wild card per il tabellone principale, 3 per quello delle qualificazioni e 3 per il doppio. A noi piacerebbe moltissimo se potessero arrivare i migliori juniores elvetici, a incominciare da Dominic Stricker e Leandro Riedi, finalisti della scorsa edizione del Roland Garros».

Ci sarà spazio anche per qualche ticinese? «Me lo auguro - conclude Riccardo Margaroli - Rémy Bertola, mio figlio Luca e anche altri avrebbero una bella occasione. Luca, tra l’altro, è attualmente impegnato a Singapore, dove sta giocando con l’indiano Balaji».

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