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«Onore a Rafa che ha giocato meglio»

Federer parla del vento, ma anche di un avversario che si è meritato di conquistare l’ultimo atto a Parigi

«Onore a Rafa che ha giocato meglio»
Roger Federer saluta il pubblico del Roland Garros. (Foto Keystone)

«Onore a Rafa che ha giocato meglio»

Roger Federer saluta il pubblico del Roland Garros. (Foto Keystone)

«Onore a Rafa che ha giocato meglio»
La gioia di Rafael Nadal, che si è guadagnato la dodicesima finale a Parigi. (Foto Keystone)

«Onore a Rafa che ha giocato meglio»

La gioia di Rafael Nadal, che si è guadagnato la dodicesima finale a Parigi. (Foto Keystone)

PARIGI - Roger Federer (n. 3) non ce l’ha fatta. L’impresa di ostacolare Rafael Nadal (n. 2) nel penultimo atto del Roland Garros, già sulla carta quasi proibitiva, si è rivelata una missione impossibile. Il campione degli 11 successi alla Porte d’Auteuil ha surclassato quello dei 20 titoli del Grande Slam: 6-3 6-4 6-2.

«Confesso, la delusione è minima – ha detto il basilese – . Ho 37 anni e so gestire situazioni di questo genere. Vi assicuro che non piangerò». Spesso amareggiato dopo le battute d’arresto nei grandi tornei, questa volta Roger l’ha presa con filosofia: «Metteranno un tetto anche alla Porte d’Auteuil e il vento se lo porterà via», ha detto scherzosamente l’elvetico facendo riferimento alla giornata e alla copertura che già l’anno prossimo sarà utilizzabile agli internazionali di Francia. «A guardar bene – ha proseguito il basilese – il vento era davvero fortissimo. Non so se vi siete resi conto, ma era difficilissimo giocare. Non vi dico quanta terra battuta ci siamo trovati in faccia. Per vedere quello che avremo sul piatto, io e Rafa dovremo lavarci bene gli occhi». Esaurito il capitolo vento, Federer si è poi concentrato sulla partita, che di fatto è stata a senso unico.

«Perdere in tre set non è mai piacevole. Avrei voluto rendere il match un po’ più equilibrato, ma non ci sono proprio riuscito. Eppure ho avuto anch’io le mie piccole occasioni, che purtroppo non sono riuscito a concretizzare. Avrei per esempio potuto vincere uno dei primi due set. Il mio grande rimpianto è quello di avere ceduto il mio servizio sul 2-0 nella seconda frazione, quando mi sono trovato con il vento alle spalle. Chissà, se fossi riuscito ad andare sul 3-0, magari la partita avrebbe preso una piega diversa».

Sull’avversario, Roger ha soltanto parole di elogio: «Onore a Rafa, è stato nettamente migliore. Su questo non ci sono dubbi. È incredibile vederlo ancora così performante su questa terra che gli ha regalato un’enorme quantità di soddisfazioni. Il suo gioco è estremamente variato. Ha diverse opzioni, sia in attacco sia in fase difensiva. Quanto a me, posso solo dire che mi sono battuto finché ho potuto. Ma più il match andava avanti, più mi sono trovato in difficoltà. Rafa ha invece saputo adattarsi meglio alle condizioni. D’altra parte ho affrontato il miglior giocatore della storia sulla terra battuta. In questo senso posso solo accettare la sconfitta».

Roger ha poi stilato un bilancio della sua stagione su questa superficie. Un ritorno più che soddisfacente, pensando al fatto che era dal 2015 che aveva rinunciato a giocare sul rosso. «Devo essere sincero, io stesso mi sono stupito per il mio buon rendimento qui a Parigi. Fino alla semifinale ho giocato ad un buon livello. Questo potrebbe essere uno stimolo a ripetere la stagione sulla terra anche nel 2020».

Poi Federer ha però aggiunto che il calendario dovrà ancora essere valutato attentamente. «Chissà, potrei magari giocare solo il torneo del Roland Garros, visto che tra un anno vi saranno anche i Giochi olimpici a Tokyo».

Per quanto riguarda il match, va detto che l’elvetico nulla ha potuto contro Rafa, che si è aggiudicato 117 dei 119 incontri che ha disputato sulla terra rossa alla meglio dei 5 set. La gestione dei punti importanti è stata catastrofica per Roger. Nel primo set avrebbe potuto portarsi sul 3-3, ma ha concesso il break nel sesto gioco . Nella seconda frazione era addirittura avanti 40-0 sul 4-4 col servizio a suo favore. Federer ha cercato di attirare a rete l’avversario con delle smorzate, per poi farsi trafiggere a tre riprese.

Nella sua testa Nadal era convintissimo di avere la meglio e il risultato gli ha dato ragione. «Giocare contro Roger è sempre difficile, su qualsiasi superficie, con e senza vento. Le condizioni erano difficili. Sono contento del mio tennis. Oggi non era scontato mantenere la regolarità e la tranquillità». Intanto il maiorchino aspetta di conoscere il suo prossimo avversario. Djokovic o Thiem?

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