Open d’Australia, uno Slam irrespirabile

Tennis

A causa degli incendi, l’aria di Melbourne condiziona le prestazioni dei giocatori impegnati nelle qualificazioni - LE FOTO

Open d’Australia, uno Slam irrespirabile
L’inquinamento a Melbourne è elevatissimo. © EPA/Erik Anderson

Open d’Australia, uno Slam irrespirabile

L’inquinamento a Melbourne è elevatissimo. © EPA/Erik Anderson

Open d’Australia, uno Slam irrespirabile

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Open d’Australia, uno Slam irrespirabile

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Open d’Australia, uno Slam irrespirabile

L’Open d’Australia, primo Slam della stagione, si annuncia infernale. O meglio, irrespirabile. A causa degli incendi che stanno devastando il Paese, l’inquinamento dell’aria a Melbourne è molto elevato. E rende le condizioni di gioco estreme, come si è ben visto nei primi match di qualificazione. Posticipata di un’ora per evitare il peggio, la prima giornata ha subito fatto una vittima: Dalila Jakupovic (WTA 180). Opposta all’elvetica Stefanie Vögele (WTA 117), la slovena si è ritirata dopo aver vinto il primo set, mentre si stava apprestando a servire per il 6-6 nella seconda frazione, dopo aver annullato sei «set point». Incapace di respirare, Dalila Jakupovic è rimasta accasciata per oltre un minuto dopo uno scambio molto lungo. In seguito non è più stata in grado di riprendere la partita, lasciando via libera alla rossocrociata.

«Nemmeno Stefanie stava bene», ha dichiarato Ivo Werner, coach dell’argoviese. «Non riusciva a respirare ieri sera e neppure stamattina, ma siccome il suo match non è stato rinviato, ha dovuto comunque scendere in campo. È stata una parodia del tennis». Già allenatore di Jakob Hlasek, Werner non aveva mai visto condizioni di gioco simili. «È molto peggio di quanto ci è capitato di trovare in Cina. Se la prossima settimana le cose non miglioreranno, mi chiedo se gli organizzatori oseranno dare il via libera ai match dei vari Roger Federer, Rafael Nadal o Novak Djokovic».

La questione di fondo è proprio questa. Se l’inquinamento dell’aria non migliorerà da qui a lunedì, lo Slam australiano dovrà far fronte a un vero dilemma. «Come sempre, la salute e la sicurezza dei giocatori, del personale e del pubblico sono le nostre priorità», assicurano gli organizzatori nel loro ultimo comunicato stampa. Ma accetterebbero davvero di posticipare di qualche giorno il torneo, con tutte le conseguenze finanziarie che una decisione di questo tipo comporterebbe? Oppure si limiterebbero a programmare in tarda serata, sui tre campi coperti, le partite delle superstar, lasciando ai giocatori meno profilati i problemi legati all’aria e al caldo?

Domani altri due svizzeri, Henri Laaksonen (ATP 102) e Conny Perrin (WTA 204), entreranno in scena nelle qualificazioni. Lo sciaffusano sarà opposto al padrone di casa Rinky Hijikata (ATP 743), mentre la neocastellana se la vedrà con l’ucraina Daria Lopatetska (WTA 332). La posta in palio in queste due sfide, in termini finanziari, è di 12.500 dollari australiani (circa 8.400 franchi), ovvero la differenza tra giocare un primo turno (20.000) e accedere al secondo (32.500). Per giocatori di questo livello, si tratta di parecchi soldi. Un fattore che potrebbe spingerli a ignorare i rischi di una settimana infernale. Irrespirabile.

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