Sospesa l’espulsione di Djokovic

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Al tennista serbo era stato annullato il visto dal ministro dell’Immigrazione Alex Hawke – Il Governo ne dispone il fermo da domani mattina - Intanto il caso è stato trasferito alla Corte federale

Sospesa l’espulsione di Djokovic
© AP Photo/Mark Baker

Sospesa l’espulsione di Djokovic

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La giustizia australiana ha sospeso l’espulsione dal Paese di Novak Djokovic dopo che era stato annullato per la seconda volta il suo visto di entrata, ma il governo ha chiesto e ottenuto che il tennista sia messo in stato di fermo da domani mattina. Lo riferisce il suo legale. Il numero uno del tennis mondiale - ha precisato il suo avvocato, Stephen Lloyd - sarà trattenuto in detenzione con una sola eccezione: potrà partecipare alle udienze giudiziarie che lo riguardano, online dagli uffici dei suoi avvocati, con i funzionari della Border Force schierati sullo stesso piano dell’edificio. Djokovic sarà sentito domani mattina alle 8 australiane (le 22 di sabato in Svizzera) dai funzionari dell’immigrazione.

Intanto l’ultimo tentativo della star del tennis Novak Djokovic di evitare l’espulsione e giocare agli Australian Open della prossima settimana ha subito una potenziale battuta d’arresto, perché il suo caso è stato trasferito alla Corte federale.

Il giudice Anthony Kelly dello Stato australiano di Vittoria, che aveva bloccato a suo tempo il primo tentativo di espulsione del numero uno mondiale del tennis e lo stesso che aveva convocato l’udienza urgente di questa sera (in Australia), ha infatti deciso di deferire il caso a un nuovo tribunale e un nuovo giudice. Gli avvocati di Djokovic si erano detti contrari all’iniziativa temendo che questa mossa possa rallentare il procedimento.

In mattinata, ricordiamo, il ministero dell’immigrazione australiano aveva annunciato di aver annullato per la seconda volta il visto del tennista n.1 al mondo, fermato a Melbourne dove si era recato per gli Australian Open. Il suo legale ha in seguito chiesto di bloccare l’espulsione dal Paese dell’atleta.

La decisione implicava fra l’altro che al giocatore serbo dovesse essere vietato l’ingresso nel Paese per tre anni, tranne che in determinate circostanze. E Djokovic mirava al 21.mo titolo di un Grande Slam, record agli Australian Open che iniziano lunedì.

Alex Hawke ha così descritto la decisione di revocare il visto di Djokovic: «Oggi ho esercitato il mio potere ai sensi della sezione 133C (3) della legge sull’immigrazione per annullare il visto detenuto dal signor Novak Djokovic per motivi di salute e buon ordine, sulla base del fatto che era nell’interesse pubblico fare questa mossa. Questa decisione ha seguito le ordinanze del Circuito Federale e della Corte di Famiglia del 10 gennaio 2022, annullando una precedente decisione di cancellazione per motivi di equità procedurale. Nel prendere questa decisione, ho considerato attentamente le informazioni fornitemi dal Dipartimento degli Affari Interni, dalla Forza di Confine Australiana e dal signor Djokovic. Il governo Morrison è fermamente impegnato a proteggere i confini dell’Australia, in particolare in relazione alla pandemia COVID-19. Ringrazio i funzionari del Dipartimento degli affari interni e della Forza di frontiera australiana che lavorano ogni giorno per servire gli interessi dell’Australia in ambienti operativi sempre più difficili».

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