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Primo caso di doping alle Olimpiadi di Pyeongchang

Il giapponese dello short track di pattinaggio Kei Saito è risultato positivo all'acetazolamide

Keystone
 
13
febbraio
2018
09:39
ats

PYEONGCHANG - Primo caso di doping alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang. Il giapponese dello short track Kei Saito è infatti risultato positivo all'acetazolamide, un diuretico, in un controllo fuori competizione.

Il Tas ha reso noto di avere sospeso in via provvisoria l'atleta, che ha già lasciato il villaggio olimpico. La sentenza sul suo caso sarà emessa alla fine delle Olimpiadi.

"Sono sorpreso dal risultato di questo test. Non mi sono mai dopato intenzionalmente", ha dichiarato Saito.

"Ho partecipato al seminario antidoping della mia federazione e so che gli atleti non devono fare ricorso al doping, nemmeno involontariamente. Quando mi sono infortunato o ammalato, ho sempre seguito le istruzioni degli specialisti. Sono molto attento a ciò che mangio e a cosa bevo nella vita di tutti i giorni. Il risultato di questo test va al di là della mia immaginazione: se qualcosa di diverso c'era nel mio corpo, è assolutamente al di là della mia intenzione", aggiunge il pattinatore nipponico in un comunicato, nel quale precisa di rimandare i suoi propositi di ricorso alla fine dei Giochi.

"Combatterò per dimostrare la mia pulizia, ma se lo facessi ora al Tas finirei per creare un problema a tutta la nostra squadra. Per questo, accetterò la decisione e lascerò il villaggio olimpico volontariamente". Il capo missione giapponese ai Giochi, Tsotomu Kawasaki, si schiera al fianco dell'atleta e in conferenza sottolinea che la sostanza incriminata "non può essere acquistata in Giappone". Sempre secondo il capo delegazione nipponico, l'atleta era risultato negativo a un altro test durante il ritiro pre-Giochi e da metà gennaio è sempre stato a stretto contatto con compagni e tecnici.

Edizione del 18 ottobre 2018
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