C’è anche tanta Svizzera nella notte delle stelle

Atletica

Questa sera l’11. edizione del Galà dei Castelli a Bellinzona, pronto a offrire spettacolo con un cast di alto livello – Ajla Del Ponte, Ricky Petrucciani e Lea Sprunger, giunta all’ultima corsa, vogliono concludere al meglio una grande stagione

C’è anche tanta Svizzera nella notte delle stelle
Lea Sprunger prima della gara dei 400m ostacoli alla Weltklasse di Zurigo.

C’è anche tanta Svizzera nella notte delle stelle

Lea Sprunger prima della gara dei 400m ostacoli alla Weltklasse di Zurigo.

È giunto il fatidico momento. Al Galà dei Castelli di Bellinzona, questa sera, Lea Sprunger correrà la sua ultima gara, appendice di una splendida carriera. «Sono contenta di finire qui, questo meeting mi sta a cuore. Ho già salutato la Svizzera romanda, quella tedesca e ora è il turno di quella italiana. È un addio anche a Ajla, che ha sempre avuto un posto importante nella mia carriera». I saluti di Lea ai vari appuntamenti si susseguono oramai da settembre 2020. Ora è sopraggiunto il momento ineluttabile dell’ultima corsa, che la vodese pare accettare con tranquillità, o quasi. «La cosa più importante è stata aver potuto decidere coi miei tempi quando smettere. Ciononostante, arrivata a Bellinzona, mi sono scoperta emozionata: è davvero l’ultima corsa». Lea ha corso tanto e vinto tanto. Non ci sono rimpianti, era semplicemente arrivato il momento per lei di dedicarsi ad altro. «Ho fatto tanti sacrifici e non c’è quasi niente che cambierei di quello che ho fatto». La Sprunger abbandona i blocchetti di partenza all’età di 31 anni. Sa già cosa l’aspetta? «Riprenderò gli studi per un anno in Management e tecnologie dello sport, lavorando al 30% per il meeting di Losanna. Passerò anche più tempo col mio compagno con cui prevediamo di sposarci l’anno prossimo».

Un’annata super
Per 6 anni Lea è stata per Ajla Del Ponte compagna di allenamenti, gare ed emozioni. La ticinese non nasconde un pizzico di tristezza. «Abbiamo condiviso tanto, ma sono sicura che è solo la chiusura di un capitolo, non la fine di un libro». Ora la campionessa valmaggese è chiamata a proseguire il suo cammino da sola. Per ora, tuttavia, tra Tokyo e Zurigo, non sembra aver riscontrato particolari problemi in pista. La beniamina di casa è pronta a mandare in visibilio i suoi fan. «È da anni che partecipo al Galà e sono sempre entusiasta di esserci. Vantare un meeting del genere in Ticino è qualcosa di incredibile». Ajla è cresciuta tantissimo e si presenta a Bellinzona da star. No, la velocista ticinese non ha nulla da invidiare alle sue avversarie nei 100m. «La mia crescita è stata progressiva, arrivando a 25 anni a essere una delle migliori sprinter al mondo. Ma non è stato facile, mi ricordo quando corsi i 100m al Galà per la prima volta accanto a Fraser-Pryce: mi sentivo una spettatrice dall’interno. Ora invece corro per essere protagonista». Ajla quest’anno è stata tutto fuorché una spettatrice, un 2021 pazzesco per la ticinese, nonostante la pandemia e il posticipo dell’edizione giapponese a cinque cerchi. «Fortunatamente lo abbiamo saputo con anticipo, questo ha permesso agli atleti di regolarsi e arrivare in Giappone in piena forma registrando tantissimi record». E il 2022 è già lì al varco ad aspettare Ajla. Come replicare un’annata simile? «I miei obiettivi ora sono stati spostati in avanti: l’anno prossimo ci saranno gli Europei di Monaco e io voglio arrivarci da protagonista». Con i risultati, va da sé, arriva anche la notorietà. Al tempo di Instagram & Co. il successo talvolta può rivelarsi di difficile gestione. Ajla per ora pare però non subire troppo l’effetto popolarità. «Non ho mai voluto creare un personaggio da vendere al pubblico, non sarei nemmeno in grado di farlo. Per me è importante essere la stessa Ajla di sempre».

Dagli spalti alla pista
È successo ad Ajla Del Ponte, succede anche a Ricky Petrucciani: da osservatore a protagonista. «In questa fase, a livello mentale, devo cambiare il meno possibile. Non ha senso strafare, cerco di stare tranquillo e gareggiare al meglio davanti al mio pubblico. Più che una star mi sento ancora il ragazzino di 3 anni fa, che correva di fianco ai fenomeni». E i fenomeni, allora, Ricky li ammirava dagli spalti del Comunale. Correre al loro fianco è stato incredibile, come lo è per il nostro cantone portare al Galà grandi campioni. «Questo meeting fa bene all’intero movimento ticinese: per i ragazzi, incontrare i migliori al mondo equivale a una grande spinta, per continuare a migliorare. Ne parlavo con Gatlin: 4 anni fa ero io il bambino che chiedeva le foto, ora sono gli altri che le vogliono con me. I ruoli possono invertirsi e spero che questo stimolo, insieme al meeting, possa far crescere l’atletica ticinese». Un anno da ricordare anche per Ricky che, dopo la delusione agli Europei indoor di Torun dove non ha agguantato la finale dei 400m, si è allenato duramente. «Laurearmi campione europeo U23, a Tallin, è invece stato il culmine della soddisfazione. Era da anni che il mio nome risultava tra i più forti in Europa per la mia età e quest’anno finalmente ho potuto dimostrare di essere il più forte. Poi sono arrivate le Olimpiadi e classificarmi come terzo migliore europeo ha aumentato la mia prospettiva di carriera. L’anno prossimo agli Europei di Berlino punto sicuramente al podio». Sembra di sentire riecheggiare le parole di Ajla, una progressione lenta ma costante che porta ai grandi risultati. E il Galà dei Castelli è pronto ad ammirare entrambi.

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