I Tigers cercano il colpaccio contro una solida SAM

Basket

Jules Aw: «Sono forti ma non imbattibili» - Alex Martino «Mi sento maturato sotto diversi aspetti del gioco»

I Tigers cercano il colpaccio contro una solida SAM
Nella prima sfida stagionale Massagno - Tigers era finita 92-67.

I Tigers cercano il colpaccio contro una solida SAM

Nella prima sfida stagionale Massagno - Tigers era finita 92-67.

Si chiude il secondo turno di campionato per la SB League, e lo fa in bellezza, regalando al pubblico (da casa) ticinese il derby tra Lugano e Massagno, in scena questa sera all’Istituto Elvetico (19.30).

«Globetrotter» senegalese

Jules Aw i derby li conosce bene, avendone giocati diversi con entrambe le squadre, nella sua lunga carriera da «globetrotter» del basket rossocrociato. Alla sua tredicesima stagione in Svizzera, il 34.enne senegalese con licenza svizzera, tornato a vestire la maglia bianconera dopo il biennio 2015-2017, ha vissuto proprio a Massagno i migliori anni della sua carriera (2017-2019); due stagioni e spiccioli passate vestendo spesso la maglia di «top scorer», costantemente in doppia doppia di media. Lui però non è tipo da farsi prendere troppo dalle emozioni, quando lo portiamo sul viale dei ricordi: «Sì è vero, alla SAM ho passato due ottime stagioni, a livello individuale e anche statistico, però quella di oggi per me sarà una partita come tutte le altre. I buoni ricordi ci sono, ma il mio compito è giocare a basket, in campo non c’è spazio per la nostalgia». Anche perché l’ala-centro bianconera durante l’estate si è ritrovato il cuore intriso di un’altra passione, che travalica quella sportiva: «Sono diventato padre. Di tre gemelli, due maschi e una femmina. Diciamo che niente come un figlio ti fa capire quali sono le vere priorità della vita. Il basket rimane importante, ma adesso il mio tutto è altrove». E i trigemini hanno avuto anche il loro bell’impatto in fase di preparazione, già resa difficoltosa dalla pandemia. Tanto che si può dire che il «vero» Aw (13.4 punti e 9.1 rimbalzi di media sin qui) stiamo cominciando a rivederlo solo ora: «Beh diciamo che in casa abbiamo avuto, e abbiamo tutt’ora, parecchio da fare (ride ndr.), e in effetti per una volta la preparazione è finita un po’ in secondo piano. E poi i primi mesi di campionato con gli stop continui non hanno aiutato. Adesso però sto ritrovando la forma ideale, anche l’intesa con Nikolic sotto canestro è in continuo miglioramento, ci confrontiamo, cerchiamo di capire come aiutarci».

Nessuna paura

Ti guarda un po’ di sbieco se gli chiedi se teme qualcuno in particolare della Spinelli, poi sornione: «Paura? No, non direi proprio. Io penso a me, alla mia squadra. Loro li conosciamo benissimo, non solo io. Sono forti, i favoriti, ma non certo imbattibili. Vincere fa sempre bene, ma a noi in questo momento darebbe un’ulteriore carica di fiducia per il resto del campionato. Scenderemo in campo per giocarcela fino in fondo».

Da capire però se potrà farlo con tutti i compagni al suo fianco: Steinmann e Jackson, usciti entrambi malconci dalla trasferta di Monthey (problemi alla caviglia per tutti e due), verranno valutati solo all’ultimo momento da coach Cabibbo, anche se il rossocrociato difficilmente sarà della partita.

Crescita costante

In casa Spinelli ci sarà invece Alex Martino, che il derby spera di viverlo da protagonista. Un ruolo guadagnato sul campo d’altronde, in una stagione che ha visto il playmaker ticinese, classe 1998, crescere ulteriormente, arrivando a prendersi minuti e spazio importanti. Lo testimoniano i 17 minuti a partita conditi da 5 punti e 2,3 assist di media. Oltre ad un impatto difensivo secondo solo forse a quello del compagno Andjelkovic: «È un processo continuo, una progressione che va avanti da un po’ e che deve continuare, perché c’è sempre qualcosa da migliorare. Mi sento maturato sotto diversi aspetti del gioco e dello stare in campo, dalla difesa fino all’attacco. Il mio è un ruolo molto importante, mi si chiede di gestire i palloni, far girare la squadra in un certo modo. Non puoi non essere pronto, e l’esperienza aiuta».

Aiuta anche avere compagni di squadra di un certo livello, anche se questo significa giostrare in una squadra che punta in alto. Con conseguente aumento delle responsabilità: «È vero, però la verità è che malgrado la loro grande esperienza sono tutti ragazzi molto umili, tanto in campo quanto fuori, non c’è mai una critica fine a se stessa. Poi certo, averli al tuo fianco in campo rende tutto più facile, anche perché se il passaggio finisce, che ne so, tra le mani di uno dei due Mladjan, ci sono buone probabilità che vada a buon fine (ride ndr.)».

Rimane il fatto che se ci si vuole guadagnare minuti in una squadra da titolo bisogna darsi da fare, umiltà o meno degli altri: «Sicuramente. Io mi sono imposto di allenarmi duramente, sin dalla preparazione, prestando molta attenzione ai dettagli. Poi quando stai in campo con gente che ha avuto successo, capisci che è una cosa che vuoi anche tu, e di conseguenza lavori per fare in modo che questo arrivi».

Lugano e SAM nel derby cercano un successo per continuare il momento positivo, anche se la pressione sembra giocoforza pesare sulle spalle di chi sta più in alto: «Ti dirò, io invece credo che la pressione non sia molta. È vero siamo secondi e ci si aspetta che giochiamo da squadra di vertice, ma finora in campionato contro le squadre di metà classifica abbiamo sempre fatto il nostro. Lo sappiamo bene, se giochiamo male ci giochiamo contro. Ma anche contro i Tigers siamo consapevoli di cosa fare per vincere». A dargli una mano non ci saranno però Marko Mladjan e Slokar, ma chissà che uno dei suoi assist non finisca in mano a Isaiah Williams, arruolabile per la sfida contro la sua ex squadra.

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