I Viganello Caimans e una ventata di positività

Basket

Dopo la brusca interruzione della stagione, il club ha chiesto e ottenuto la promozione in Prima Lega - L’obiettivo della società è offrire un’alternativa di livello nazionale a chi termina la trafila nella pallacanestro giovanile

I Viganello Caimans e una ventata di positività
Le direttive di coach Quidome. © Viganello Caimans/Igor Grbesic

I Viganello Caimans e una ventata di positività

Le direttive di coach Quidome. © Viganello Caimans/Igor Grbesic

I campetti del quartiere attendono tempi migliori per assembramenti e sfide sotto canestro. A Viganello, però, non si è mai smesso di respirare basket. Lo dimostrano i Caimans. Il club locale, in controtendenza con la sfiducia che attanaglia lo sport, ha chiesto e ottenuto la promozione dalla 2. Lega regionale alla 1. Lega nazionale. Una categoria di ben altro spessore, nella quale i «caimani» se la vedranno anche con il Vacallo e le U23 di Lugano e Massagno.

L’album dei ricordi

Viganello terra di basket, dunque. Lony Angert, attuale dirigente del club, ci mostra con orgoglio una pagina Wikipedia sul telefonino: Coppa dei Campioni 1980-81, Gruppo A, Real Madrid primo con 12 punti, Viganello secondo con 9. Altri tempi, quelli del «boom». I vari Ken Brady, John Fultz e Charlie Yelverton segnarono la storia di un club capace di vincere due Coppe svizzere (1977 e 1980) e un titolo (1980).

Anche dietro alla denominazione Caimans si nasconde un pezzetto di storia più recente. Nel 2003, dopo aver ottenuto la promozione in LNA, il precedente Viganello cedette infatti i suoi diritti agli attuali Lugano Tigers. «Ma al di là del nome, i nostri colori sono sempre gli stessi. E la nostra storia è quella del grande Viganello», ci dice Lony, ricordando che anche «quella vecchia volpe» di Jim Bernasconi, figura importante della promozione in A, è sempre rimasta vicina alla società.

Uno sbocco per i giovani

Torniamo al presente. E al futuro. Il salto dalla 2. alla 1. Lega è stato concretizzato per offrire un’opportunità in più ai giocatori della regione: «Il club, negli ultimi anni, ha registrato un importante incremento di ragazzi e la stagione scorsa abbiamo potuto schierare pure una Under 20», ci viene spiegato. «I risultati di questa U20 sono subito stati molto buoni. Guardando più avanti, ci è sembrato importante dare uno sbocco di un certo livello a questi ragazzi. Per questo abbiamo puntato con forza alla Prima Lega».

La decisione non nasce dalla sera alla mattina. La scorsa stagione la prima squadra dei Caimans era stata allestita per centrare la promozione sul campo. Prima dello stop per coronavirus era infatti lanciatissima: aveva vinto la Coppa Ticino ed era al comando della 2. Lega, imbattuta. «Sulla base di questi risultati abbiamo chiesto a Swiss Basket di accettare la nostra richiesta di promozione. La federazione ha dato parere favorevole e in seguito anche Ticino Basket ci ha concesso il suo benestare».

Una nuova sfida

Per affrontare la Prima Lega, la squadra dei Caimans punterà su un rinnovato mix. Sarà costruita attorno a 4-5 giocatori della Seconda Lega, con l’aggiunta di qualche elemento di esperienza, proveniente dalla nostra regione e desideroso di rimettersi in gioco a un livello interessante. Per quanto riguarda i giovani della U20, l’idea è di inserirli gradualmente: «Alcuni dall’inizio, altri a stagione in corso. Dovranno adattarsi a un basket di adulti, con una fisicità, una intensità e una malizia diverse».

L’entusiasmo del coach

Responsabile tecnico dei Caimans - minibasket escluso - è Christian Quidome, fratello di quel Trésor che tanta strada ha fatto a livello nazionale, partendo proprio da Viganello. La scorsa stagione Chris ha allenato sia la U20, sia la prima squadra, di cui è anche playmaker. «Il suo entusiasmo ha coinvolto tutti, a partire dal presidente Florio Spadini», ci dice Lony Angert.

«Negli ultimi tre anni - spiega Chris Quidome - abbiamo iniziato a vedere la mano della nuova gestione Caimans, improntata sui giovani. Tante nuove persone - ex giocatori e gente di basket - si sono unite alla famiglia Spadini per portare una ventata di freschezza. Vogliamo essere un’alternativa a Lugano e Massagno, due società che negli ultimi anni l’hanno fatta da padrona anche a livello giovanile. Le società limitrofe come la nostra si sono un po’ arenate e una delle mie idee era proprio quella di riportare in auge quella cultura della pallacanestro luganese che io avevo respirato da ragazzino. Ci sono tanti giovani che dopo la U20 smettono perché non ci sono più sbocchi. La 2. Lega non è allettante per un ragazzo che ha fatto una solida trafila nelle giovanili, a livelli tecnici e atletici importanti. Ora, con la 1. Lega, Viganello diventa un’alternativa stimolante che può fare bene a tutto il movimento cestistico cittadino».

Tra sponsor e strutture

I costi di un campionato nazionale sono importanti, ma questo, nonostante il periodo di incertezza economica, non ha fermato i Caimans: «Il virus - conclude Lony Angert - ci ha un po’ tarpato le ali nella ricerca degli sponsor, ma siamo fiduciosi. In un momento difficile, il nostro è un messaggio positivo. A livello strutturale, di spazi e palestre, ci aspettiamo però l’aiuto di Città e Cantone».

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