Il «Gran Premio Vendemmia» dominato dai giovani ticinesi

Bocce

Aramis Gianinazzi e Alessandro Eichenberger, quarantun’anni in due, vincono il torneo internazionale a Lugano

Il «Gran Premio Vendemmia» dominato dai giovani ticinesi
I finalisti del «Vendemmia»: da sinistra, Aldo Giannuzzi, Vasco Berri e i vincitori Aramis Gianinazzi e Alessandro Eichenberger.

Il «Gran Premio Vendemmia» dominato dai giovani ticinesi

I finalisti del «Vendemmia»: da sinistra, Aldo Giannuzzi, Vasco Berri e i vincitori Aramis Gianinazzi e Alessandro Eichenberger.

Nessuno poteva immaginare che il «Vendemmia» del 2019 si sarebbe concluso con addirittura sette coppie svizzere fra le prime otto. E che ben sei di quelle sette fossero formazioni ticinesi. Un esito in nettissima controtendenza rispetto alla tradizione degli ultimi dieci o vent’anni.

Vero è che mancavano i pezzi da novanta della Caccialanza di Milano: i Formicone, i Luraghi, i Viscusi. Ma c’erano altri moltissimi «fuori quota» delle regioni italiane a ridosso del confine: Chiappella, Barilani, Andreani, Paone, Signorini, Zanotta e molti altri ancora.

Ai quarti di finale, poi, la coppia italiana rimasta in gara (i bresciani Andrea Rolfi e Alessio Sottili) e quella solettese (Alessandro Corbo e Alan Taeggi dell’Italgrenchen) hanno tirato le cuoia e nelle posizioni più alte sono approdate quattro formazioni ticinesi.

Ma c’è una considerazione ancora più importante. Tre dei quattro finalisti sono giovani dallo straordinario talento, tutti ventenni o poco più: Aramis Gianinazzi, Alessandro Eichenberger e Vasco Berri, con Aldo Giannuzzi a fare la chioccia e ad accompagnarli in quella che è stata un’impresa davvero eccezionale. A loro aggiungiamo volentieri Ryan Delea, quinto in classifica (insieme con Flavio Rossi) per finire, un altro ventenne ...con i baffi.

E ancora a proposito di giovani due piccole chicche. Il dodicenne Ryan Regazzoni, insieme con il nonno Remo, ha perso la partita di capocampo dopo aver riconfermato tutto il suo talento. Il tredicenne Jacopo Faul, pure lui con il nonno, Giovanni, è stato superato solo per 11 a 12 dai big Ferdinando Paone e Roberto Signorini.

Un tesoro prezioso

Aramis Gianinazzi sta vivendo un momento di forma straordinario. Lo dimostra in (quasi) tutte le sue uscite, siano esse in tornei «open» o siano esse nelle gare a squadre. Sicuro al tiro, franco all’accosto e molto sereno sulle corsie di gioco, il giovane di Sala Capriasca in forza all’Ideal sembra avere un’esperienza da campione scafato a dispetto dell’anagrafe. Con l’ottimo Alessandro Eichenberger, l’accostatore capace di essere pure un eccellente colpitore, Aramis costituisce una coppia dalle eccellenti prospettive. Giocano benissimo e si divertono dentro e fuori le corsie. Il futuro è tutto loro, insieme ovviamente con gli amici Vasco, Ryan e compagnia bella.

La Svizzera, intesa come Paese e come Federazione, ha a disposizione un tesoro di inestimabile ricchezza.

Futuro assicurato

A Lugano si sono comunque confermati anche alcuni atleti di mezza età. Rodolfo Peschiera, Luca Rodoni, Valentino Ortelli abitano sempre ai piani alti. Lo spettacolo che godiamo quasi ogni domenica lo dobbiamo anche a loro.

La Lugano ha allestito una bella manifestazione nel segno della sua lunga tradizione. Il pubblico l’ha onorata assistendo numerosissimo alle fasi salienti e non solamente a Lugano. E, a dispetto di qualche voce circolata nelle scorse settimane, il presidente del club Mario Di Fabio ci ha assicurato che il «Vendemmia» vivrà ancora a lungo nel tempo.

Il regolamento di gioco internazionale, insidioso poiché differente in più dettagli rispetto a quello svizzero, non ha creato soverchie difficoltà.

"Sagra": vincono Peschiera e Klein

Eric Klein con Rodolfo Peschiera (San Gottardo) e Davide Bianchi con Moris Gualandris (Centrale) hanno dato vita a una finale di altissimo livello che ha onorato la «Sagra della bocciata», il torneo a coppie che gradiscono soprattutto gli specialisti del volo. Peschiera e Gualandris si son divertiti tirando tutta una serie di colpi da far sembrare l’ultima sfida come un meraviglioso spettacolo pirotecnico, durante il quale i fuochi d’artificio hanno illuminato con i loro rumorosi botti e gli sgargianti colori il bocciodromo di Biasca. E non solo quello. E i due puntatori non sono stati da meno pur sulle corsie recentemente rinnovate sulle quali non tutti si sono sentiti a proprio agio.

La finale, equilibratissima, ha avuto un epilogo emozionante. Sull’undici a otto per i chiassesi, Davide Bianchi ha scelto di tirare di volo a una boccia appostata in prossimità dell’ultimo nastro. Poteva uscirne un undici pari o, con un po’ di fortuna, un 12 a 11 decisivo. Ma l’ha mancata. E il campione del mondo ha sofferto un interminabile rammarico per l’occasione sprecata. I quattro protagonisti hanno comunque offerto uno spettacolo di rara bellezza.

Ottimi pure Fausto Piffaretti e Giuseppe Ceresola (Gerla), nonché Vasco Berri e Aldo Giannuzzi (Sfera), piegati pur nettamente nelle semifinali ma dunque meritatamente terzi.

A Biasca ha debuttato Remo Genni nella inedita funzione di direttore di gara.

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