Il grande sogno di una pista in notturna

Mountain Bike

È il progetto al quale stanno lavorando i promotori del VC Monte Tamaro che in ottobre avevano organizzato gli Europei di cross country

Il grande sogno di una pista in notturna
I bikers impegnati al Ceneri nello scorso autunno in occasione degli Europei di cross country.

Il grande sogno di una pista in notturna

I bikers impegnati al Ceneri nello scorso autunno in occasione degli Europei di cross country.

Il grande sogno di una pista in notturna

Il grande sogno di una pista in notturna

Ogni tanto una ventata di fortuna non guasta. E, a volte, l’incoscienza paga. Il Velo Club Monte Tamaro aveva accettato una «missione impossibile»: organizzare in soli due mesi gli Europei di cross country, lasciati per strada dalla località austriaca di Graz. Sarebbe stata una sfida ostica in tempi normali. Immaginate in piena pandemia, con tutte le problematiche relative alla sicurezza e alla protezione della salute. Fortuna vuole che la seconda ondata di contagi, in quei giorni, stesse solo cominciando a manifestarsi con tutta la sua virulenza. Se la manifestazione si fosse svolta anche solo una settimana più tardi, le autorità politiche e sanitarie non l’avrebbero autorizzata. Insomma, agli audaci presieduti da Marzio Cattani, è andata bene. In tutti i sensi.

Giornate splendide, a parte qualche goccia di pioggia sulla gara inaugurale. Competizioni da sballo, con il top della MTB mondiale a darsi battaglia su un tracciato ritenuto fra i più tecnici e spettacolari del globo. Atleti svizzeri motivatissimi e in gran spolvero, dopo un Mondiale sotto tono. Immagini meravigliose diffuse dalla TV nazionale, apprezzate da un pubblico che ha gradito lo spettacolo, anche al di fuori dai confini elvetici. Pareggio dei conti, nonostante il numero ridottissimo di pubblico. Ma, soprattutto, nessun problema sul fronte della pandemia. Il rispetto quasi maniacale delle regole ha fatto sì che nessuno contraesse il virus in quei quattro giorni di ottobre.

I promotori di quell’evento vorrebbero ringraziare tutte le persone e le organizzazioni che hanno contribuito al piccolo miracolo alla ticinese. E, intanto, hanno già lo sguardo rivolto al futuro. Alla fine degli Europei, sull’onda dell’entusiasmo, qualcuno aveva scandito a più riprese una parola: «Mon-diali, Mon-diali, Mon-diali».

«La tentazione c’è – sottolineano gli organizzatori – anche se si tratta di una sfida che mette i brividi». Prima però c’è un altro sfizio che il Velo Club Monte Tamaro vorrebbe togliersi. Quale? «In inglese si chiama Lighttrail. Più prosaicamente, in italiano, è una pista in notturna illuminata. Sarebbe la prima in Svizzera per le MTB. E sarebbe una preziosissima perla per tutto il comprensorio Ceneri-Tamaro: 6.800 metri lungo i quali tutti, professionisti, dilettanti, pedalatori della domenica e famiglie, potrebbero trascorrere attimi di gioia, di piacere, di contemplazione della natura. Posta a metà strada tra Lugano e Bellinzona, sarebbe una ghiotta occasione per corroborare ulteriormente il concetto di “Ticino terra di Bikers”. Il mondo del turismo lo ha capito. La politica, sia quella cantonale sia quella regionale, ha fisiologicamente dei tempi di reazione più lunghi».

Il Velo Club Monte Tamaro può mettere a disposizione entusiasmo, esperienza, competenze e tecniche, ma da solo questo affascinante progetto difficilmente riuscirebbe a realizzarlo. «Chi ci sta, si faccia avanti», dicono i promotori.

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