«In settembre un Nazionale alla scuderia di Giubiasco»

Equitazione

Fabio Crotta è reduce da una doppia trasferta in Italia dove ha anche raccolto soddisfazioni sul piano agonistico con giovani cavalli

«In settembre un Nazionale alla scuderia di Giubiasco»
Il cavaliere giubiaschese Fabio Crotta.

«In settembre un Nazionale alla scuderia di Giubiasco»

Il cavaliere giubiaschese Fabio Crotta.

Prime trasferte oltre confine soddisfacenti per Fabio Crotta. Dopo due settimane trascorse a San Giovanni in Marignano (vicino a Rimini), c’è stato un lungo fine settimana a Gorla Minore. Tante gare e risultati confortanti. Ma, soprattutto, la bella sensazione di essere finalmente tornato a tutti gli effetti in sella.

Nello scorso mese di dicembre avevi subito un’operazione ad entrambe le ernie. Da questo punto di vista ti senti rassicurato?

«Diciamo fino a un certo punto. Certo, va molto meglio, ma ogni tanto sento ancora che qualcosa mi punge nel momento in cui stringo le cosce e le gambe sono in tensione. Devo forse anche abituarmi un po’ a convivere con questi dolorini, che comunque sono poca cosa rispetto a quello che ho dovuto patire nel 2019. I progressi ci sono stati. Mi auguro che il periodo più delicato sia alle spalle».

Quando, nel febbraio scorso, si è iniziato a parlare di coronavirus anche alle nostre latitudini, tu avevi ricominciato con cautela a preparare la nuova stagione. Quel lavoro ha già dato frutti?

«Il mio obiettivo era quello di concentrarmi su un certo numero di cavalli giovani, diciamo fra i sei e i nove anni. Questo lavoro è proseguito bene, ma è ancora lungi dall’essere concluso. I nostri due cavalli di punta, El Nino e Caressa, attualmente sono montati da mia moglie (ndr: Sabrina) e le stanno anche dando belle soddisfazioni».

Ti sono mancate molto le competizioni durante il periodo primaverile?

«Non posso negarlo, però sarebbe stato inutile mettermi fretta. Da quando ho ripreso a muovermi con un certo agio, saranno trascorsi in pratica cinque o sei mesi. La ripresa è stata graduale, ma ricordiamoci che in primavera non c’è stata attività agonistica per il coronavirus. Anche se non si poteva assolutamente gareggiare, nessun cavaliere un po’ ambizioso si è però fermato completamente. Lo stesso, in definitiva, ho fatto io, armandomi di santa pazienza. A guardar bene, posso dire che la pausa mi ha permesso di concentrarmi su un tipo di lavoro che inizialmente mi sembrava poco redditizio. E che poi, invece, non è stato così inutile».

A San Giovanni e a Gorla Minore hai raccolto diversi buoni risultati.

«In Emilia-Romagna sono tornato a respirare l’aria dei grandi concorsi internazionali. Immagina un’enorme infrastruttura, cavalieri provenienti da diverse nazioni e anche diversi colleghi ticinesi. C’erano mia moglie Sabrina, Domenico Morosoli, Martina Meroni, Valentina Rossi, Carlo Pfyffer e la grigionese Sira Accola, ticinese d’adozione. Ho vissuto diversi giorni in un contesto internazionale e allo stesso tempo quasi familiare. Ho inoltre fatto buoni concorsi con diversi cavalli e anche questo è un buon segnale. Sono davvero contento e penso che possa esserlo anche il mio amico e nel contempo sponsor, Augusto Resinelli. Ho avuto quello che volevo per caricare le batterie in vista di un autunno che mi auguro promettente sul piano agonistico».

Hai già un piano per quanto riguarda le future competizioni?

«Il mese di agosto è tranquillo. Prima di andare in Italia ho sfruttato al meglio i concorsi nazionali: Galgenen (Svitto), Sciaffusa e Maienfeld. Adesso non ho ancora stilato un piano preciso. Conto che in settembre possa disputare qualche gara nazionale e magari anche un paio di concorsi internazionali. Sono ottimista, mi auguro solo che non ci siano nuove ondate di pandemia».

Alla Scuderia al Piano di Giubiasco già si pensa al concorso che dovreste proporre proprio nel mese di settembre...

«E questo è sicuramente un altro argomento che ci tiene impegnati. Intanto abbiamo organizzato diversi campi di allenamento. E già non è male. Da qui a settembre c’è per fortuna ancora un po’ di tempo. Una competizione nazionale non si organizza in un batter d’occhio. Poi siamo anche impegnati con la ristrutturazione della nostra scuderia e con il rinnovamento del campo per il maneggio. Insomma, posso affermare che il lavoro non ci manca».

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