Kobe e il patto con la moglie: mai in elicottero insieme

La tragedia

Volevano assicurarsi che se fosse successo qualcosa le loro bambine non sarebbero rimaste sole

Kobe e il patto con la moglie: mai in elicottero insieme
© EPA/TANNEN MAURY

Kobe e il patto con la moglie: mai in elicottero insieme

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(Aggiornato) - Suona come un drammatico presagio il patto che Kobe Bryant e la moglie Vanessa fecero anni fa: «mai volare insieme su un elicottero». L’ex star dell’Nba voleva essere sicuro che se fosse successo qualcosa le sue figlie non sarebbero rimaste sole. Domenica il campione dei Los Angeles Lakers ha perso la vita proprio in un incidente in elicottero, insieme alla secondogenita Gianna Maria e ad altre sette persone.

«Lui e Vanessa avevano un accordo», ha svelato a «People» una fonte vicina alla coppia, precisando inoltre che Kobe voleva viaggiare solo con il pilota di fiducia Ara Zobayan, anche lui morto nello schianto.

La scelta di spostarsi con l’elicottero risale agli anni in cui Black Mamba giocava con i Lakers: «ero fermo nel traffico e ho perso una recita scolastica di mia figlia - raccontò nel 2018 -. Ho dovuto trovare un modo per poter allenarmi e concentrarmi, ma senza compromettere il tempo con la mia famiglia». Un amico dei Bryant ha spiegato, anche a «People», che «dopo il ritiro dall’Nba non vedeva l’ora di passare più tempo con la famiglia. Aveva un legame speciale con ciascuna delle sue figlie».

Nel frattempo proseguono le indagini per appurare le cause dell’incidente, e i media americani hanno diffuso l’audio dell’ultimo colloquio tra il pilota e la torre di controllo. Dopo uno scambio di comunicazioni sulla visibilità e le condizioni del vento, l’addetto lo ha avvertito che stava «volando ancora troppo basso». Ma non ha ricevuto alcuna risposta.

Zobayan aveva chiesto un’autorizzazione speciale a volare nella nebbia fitta pochi minuti prima dello schianto, ed era ad un’altezza di 427 metri. Poi ha informato che stava salendo per evitare uno strato di nubi. Prima che il mezzo scomparisse dal radar, un controllore ha tentato di comunicare con lui dicendo che era troppo basso perché il volo potesse essere seguito. Gli ultimi dati ricevuti dall’elicottero risalgono alle 9.45, 39 minuti dopo il decollo.

Nel frattempo il medico legale ha detto che «tutti i nove corpi» delle vittime dello schianto «sono stati recuperati».

In tutto il mondo, intanto, continuano gli omaggi dedicati al campione, tra cui c’è anche quello della rivista «Time», che ha deciso di onorare la sua memoria dedicandogli la copertina del prossimo numero, in edicola il 31 gennaio. Un’anteprima apparsa sul profilo Twitter del magazine mostra una foto in bianco e nero con Bryant di spalle e indosso la maglia numero 24, mentre si inchina verso il pubblico.

Bryant sarà ricordato anche durante gli Oscar: l’Academy of Motion Picture Arts & Sciences, l’ente che organizza la cerimonia, ha fatto sapere che intende rendere un tributo al campione dell’Nba, non è ancora chiaro di che tipo. Nel 2018 Bryant aveva vinto l’Oscar per il miglior cortometraggio animato con il film autobiografico di soli cinque minuti ‘Dear Basketball’, da lui stesso scritto e prodotto e al quale aveva anche prestato la voce.

Intanto l’Nba ha deciso di rinviare il derby di Los Angeles tra Lakers e LA Clippers in programma martedì allo Staples Center. La Nike, sponsor dell’ex superstar, ha invece ufficializzato l’intenzione di ritirare tutti i prodotti «Kobe» presenti sul mercato online, per evitare speculazioni da parte di chi, approfittando delle circostanze, rivenderebbe la merce ad un prezzo nettamente maggiore, cosa già successa su altri portali con rincari del 300%.

Il «Washington Post», invece, ha deciso di sospendere la giornalista che ha postato su Twitter il link ad un articolo del 2016 sulle accuse di stupro nei confronti di Kobe. Il tweet di Felicia Sonmez è stato inviato poco dopo le notizie dello schianto dell’elicottero e rimandava ad una storia sulle accuse da parte di una 19enne risalenti al 2003. Il giornale ha deciso di mettere Sonmez in congedo amministrativo e avrebbe affermato che i tweet «mostrano un errore di giudizio che ha minato il lavoro dei suoi colleghi».

© AP Photo/Mark J. Terrill
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