L’America si ferma per rendere omaggio a Kobe Bryant

NBA

L’intero Paese ha seguito in diretta tv la commovente cerimonia allo Staples center di Los Angeles - La moglie Vanessa: «Dio sapeva che non potevano restare su questa terra l’uno senza l’altro» - Michael Jordan: «Era come un fratello minore» - FOTO e VIDEO

L’America si ferma per rendere omaggio a Kobe Bryant
© AP/Marcio Jose Sanchez

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© EPA/ETIENNE LAURENT

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L'America si è fermata per rendere omaggio alla star NBA Kobe Bryant e a sua figlia Gianna, morti quasi un mese fa a 41 e 13 anni in un tragico incidente d'elicottero in California insieme ad altre sette persone. Una sciagura per la quale Vanessa, la moglie di Kobe, ha fatto causa alla società proprietaria dell'elicottero accusando il pilota (anche lui deceduto) di essere stato negligente nel volare con quella nebbia fitta. Dopo una serie di vari eventi commemorativi e il funerale privato, l'intero Paese ha seguito questa notte in diretta tv la commovente cerimonia allo Staples center di Los Angeles, la «casa» dei Lakers illuminata di viola con cui Black Mamba ha giocato 20 anni e vinto cinque titoli, diventando una icona dello sport, e non solo della pallacanestro. La struttura in passato aveva ospitato altri 'memorial', come quello di Michael Jackson nel 2009. C'erano anche altre location per folle più oceaniche. Ma Vanessa, accolta con una standing ovation e crollata in lacrime mentre scorrevano le immagini con gli 'highlights' della carriera del marito, ha preferito come palcoscenico quello più intimo e famigliare: l'impianto diventato meta di pellegrinaggio dopo la sciagura di oltre 300 mila persone, che hanno lasciato una marea di fiori e centinaia di palloni da basket, bigliettini, sneaker ora immagazzinati provvisoriamente in 37 container.

La moglie Vanessa: «Dio sapeva che doveva portarli via insieme»

La moglie di Kobe Bryant, Vanessa, ha ricordato il marito e la figlia. Visibilmente emozionata ha detto: «Dio sapeva che non potevano restare su questa terra l’uno senza l’altro, doveva portarli a casa entrambi per averli insieme». Un fortissimo applauso l’ha accompagnata alla fine del discorso.

Michael Jordan: «Era come un fratello minore»

Michael Jordan, in lacrime, ha detto: «Forse sorprenderà sapere che eravamo amici. Era come un fratello minore. Tutti volevano parlare del nostro confronto. Io volevo invece parlare solo di Kobe».

In 20 mila per l’ultimo saluto nella casa dei Lakers

Così per la «Celebration of life», come è stata battezzata, si sono radunate per due ore e mezzo «solo» 20 mila persone che avevano acquistato il biglietto per l'ultimo saluto al loro campione, vestite di nero o con i colori sociali giallo e viola. Molti indossavano anche t-shirt con le foto di Kobe e della figlia. Ma altre migliaia di persone hanno lasciato il loro ricordo sui social, in particolare su Twitter, dove è diventato virale l'hashtag #KobeFarewell.

I campioni di ieri e di oggi

Intorno al parquet Vanessa e le tre figlie, famigliari e amici, fan, celebrities e atleti. C'erano i campioni di un tempo, come Kareem Abdul-Jabbar,Shaquille O'Neal, Magic Johnson, Bill Russell. E quelli di oggi, come Lebron James, James Harden, Stephen Curry, Luka Doncic, Anthony Davis. Nel parterre anche l'allenatore Luke Walton, ex compagno di Bryant ai Lakers. In prima fila i tifosi vip, come Spike Lee, Jack Nicholson. Non mancavano i giocatori delle squadre locali di hockey su ghiaccio e di Nba femminile. Ma gran parte del pubblico erano i suoi fun più affezionati che hanno invocato con i loro cori «Kobe», «Kobe». Come Bob Melendez, 72 anni, abbonato ai Laker per 40 anni: «Dopo aver visto Kobe giocare per molti anni, non potevo perdere questa cerimonia». Durante il memorial, dove Beyonce ha cantato alcuni suoi successi come 'Xo' e 'Halo', sono intervenute varie personalità per riflettere sull'impatto che Bryant, come atleta ma anche come uomo, ha avuto sul basket, sullo sport in generale e sul mondo, mentre sugli schermi comparivano retrospettive di immagini che hanno reso immortale il campione.

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