La Coppa alla Torchio dopo una finale combattuta

Bocce

La squadra di Biasca ha vinto l’ultimo torneo dei club del 2019 superando la Gerla 36 a 31

La Coppa alla Torchio dopo una finale combattuta
I giocatori della Torchio festeggiano con il trofeo.

La Coppa alla Torchio dopo una finale combattuta

I giocatori della Torchio festeggiano con il trofeo.

Le gare a squadre conservano sempre un fascino particolare. Innanzitutto interessano molti più giocatori che non i tornei «open» di altro tipo. I giocatori generalmente danno di più alla squadra che non alle prestazioni «private». E possono essere seguite direttamente dai dirigenti dei club e dagli appassionati che non devono dividersi in tante diverse situazioni.

Di gare a squadre ce ne sono almeno cinque: il Campionato svizzero, la Coppa svizzera, il Campionato ticinese, la Coppa Ticino e il Master di A e di B che, pur non assegnando nessun titolo, è una manifestazione molto seguita. A questi cinque classici appuntamenti potrebbero aggiungersene un paio di altri il prossimo anno: le selezioni che definiranno le partecipazioni alla «Boccia European Champions League».

Evviva la Coppa

L’edizione 2019 della Coppa Ticino che si è conclusa domenica al Centro nazionale sport bocce di Lugano è stata un’ulteriore prova del successo di queste manifestazioni.

Per finire ha vinto la Torchio di Biasca forte dei suoi tre giocatori di categoria A (Valentino Ortelli, il capitano, Luca Lorenzetti e Ryan Delea), di Flavio Rossi, categoria B ancora per pochi giorni, e di Mario Pezzullo e Nicola Colangelo che hanno completato la rosa. Il club è stato seguito costantemente dal presidente Nicolino Morinini, consapevole della responsabilità maggiore che da gennaio graverà sulle sue spalle con gli arrivi di alcuni giocatori di peso.

Un ultimo atto molto intenso

La sfida decisiva è stata molto bella. La Torchio si è trovata di fronte la Gerla, il club che può contare sui suoi tre preziosi giovani gioielli – Laura Riso, Mattia Ferrazzini e Davide Valsangiacomo – integrati al meglio da Anna Giamboni, bravissima sulle corsie del bocciodromo di Lugano fatto salvo qualche strillo di troppo, e Sandro Pedrini, molto efficace nel ruolo di individualista.

Torchio e Gerla hanno onorato la finale giocando una partita molto combattuta, incerta sino alla fine e seguita con molta passione dal folto pubblico presente.

Alla fine un fragoroso applauso ha accomunato tutti, vincitori e vinti.

Raggiante Valentino Ortelli che ha alzato la Coppa al cielo. Sulla sua divisa sono cucite le due distinzioni dei Campionati svizzeri di coppia e di terna vinti quest’anno, insieme con il Master del giorno prima.

E molto soddisfatti pure il presidente della Gerla Gianfranco Ferrazzini e il tecnico Fausto Piffaretti. Il loro club ha vissuto un anno da incorniciare.

L’Agno e l’Arzo

Terzo l’Agno, autore di un eccellente percorso. I suoi dirigenti lamentano sovente la difficoltà di radunare il numero necessario di giocatori per far fronte agli impegni di squadra. Il club ha perciò riservato una gradevolissima sorpresa. Nella partita individuale di domenica ha schierato nientepopodimeno che Silvio Della Santa che da oltre vent’anni aveva appeso le bocce al chiodo e ha rispolverato nella memoria di molti appassionati alcune straordinarie imprese del passato. Hanno giocato con lui Simone Reina, Omar Selva, Andrea e Claudio Rossi, Noah Martini e Giorgio Pace.

Arzo è stata la gradevole sorpresa della Coppa. Sulle pendici del San Giorgio spirava un insidioso garbino. Il risultato conseguito ha rilanciato le quotazioni del club. La sua vita continua. Hanno giocato Luigi Biondi, Luciana Corti, Franco Cavallaro, Pietro Grandi e Antonio Marzorati.

Il Master FSB a Bettinelli e Ortelli

Le corsie del Letzigrund di Zurigo hanno ospitato sabato il Master FSB maschile e femminile, vale a dire i tornei con la partecipazone delle prime otto giocatrici e dei primi otto giocatori delle classifiche nazionali. Tutto il «gotha» del boccismo svizzero, insomma, con alcune eccezioni.

E con qualche interessante novità. Il sistema di gioco scelto è stato quello internazionale con piccole modifiche di stampo svizzero. La novità più importante è quella che limita la durata di tutte le partite alle dieci giocate. Un’undicesima se allo scoccare delle dieci il risultato è ancora di parità.

Sandra Bettinelli.
Sandra Bettinelli.

È un esperimento interessante che dovrà essere perfezionato in alcuni dettagli e provato in altre numerose e non lontane occasioni.

Certo è che i giocatori dovranno adeguare al novum le loro tattiche di gioco. Potrà capitare sovente che i risultati finali propongano numeri insoliti. Se in un incontro un giocatore raggiunge il 12 la partita è finita. Ma se dopo le dieci giocate il risultato è, poniamo, di 8 a 7, è finita comunque.

Valentino Ortelli ha coronato una stagione straordinaria. Il Master si aggiunge ai due titoli svizzeri (coppia e terna) e ad altri tornei importanti.

Anche Sandra Bettinelli, dopo il Campionato svizzero di Biasca, si è illustrata al meglio. Vincere il Master significa primeggiare tra la ristretta cerchia delle migliori giocatrici dell’anno.

Onore anche per i due bravi finalisti Anna Giamboni e Aramis Gianinazzi.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: TuttoSport
  • 1
  • 1